Industria 4.0, mercato italiano a quota 4,1 miliardi
15/10/2021

Il mercato di Industria 4.0 in Italia è cresciuto nel 2020 del +8%, raggiungendo un valore di 4,1 miliardi di euro. E’ quanto riporta la ricerca annuale dell’Osservatorio Transizione Industria 4.0 della School of Management del Politecnico di Milano presentata nei giorni scorsi.

A fare la parte del leone nel mercato italiano dell’industria digitale sono le tecnologie IT, che rappresentando l’85% della spesa, contro il 15% delle OT (operational technologies). I maggiori investimenti delle aziende sono diretti in progetti di IIoT, per connettività degli asset e acquisizione dati, per un valore complessivo di 2,4 miliardi di euro, pari al 60% del mercato 4.0. Forti anche gli investimenti in Industrial analytics, per un totale di 685 milioni di euro, pari al 17% del mercato. A seguire troviamo quindi il Cloud manufacturing (390 milioni, 8% del totale), Additive manufacturing, che detiene una quota del 2% con 92 milioni di euro di spesa, e Advanced HMI, all’1% con 57 milioni.

Il settore Industria 4.0 è previsto in ulteriore crescita per il 2021, con stime di accelerazione della spesa tra +12% e +15%, proiettato a superare un valore di 4,5 miliardi di euro. A spingere la crescita saranno in particolare il Cloud manufacturing, con crescite tra il +25-30%, l’Advanced automation (+15-20%) e Advanced HMI (+12-18%). Meno sostenuta la crescita attesa per Industrial IoT (+9-14%), Advanced analytics (+12-16%) e per Additive manufacturing (+6-12%). Prosegue infine la crescita dei servizi 4.0, con aumenti previsti tra il 10 e il 15%.

Osservatori mercato Industria 4.0 Italia 2020

L’Osservatorio ha quindi censito circa 1.400 applicazioni di Industria 4.0 diffuse tra le industrie manifatturiere nel 2020, in crescita del 28% sul 2019. In linea con il dato della spesa, le applicazioni più diffuse afferiscono a soluzioni di Industrial IoT, per un totale di 380 e in aumento del +31%, spesso combinate con algoritmi di Analytics e Intelligenza artificiale. Crescono del +15% le applicazioni di Advanced HMI, interfacce operatore evolute che si avvalgono di wearable e HMI per acquisire e veicolare dati in formato visuale, vocale e tattile, per un totale di 286 progetti. Sono 241 le applicazioni di Advanced automation, ovvero sistemi di produzione automatizzati con impiego ad esempio di robot collaborativi, segnando un +5%. Si contano invece 200 applicazioni di Industrial analytics, ma con la maggiore crescita di tutte con il +39%: si tratta soprattutto di soluzioni mirate alla previsione delle prestazioni degli asset industriali e dei processi di produzione. Forte anche la crescita delle applicazioni di Cloud manufacturing (+33%, a quota 140 progetti), impiegate soprattutto per monitoraggio e diagnostica da remoto degli impianti. Infine, le applicazioni di tecnologie additive sono cresciute del +30%, arrivando a quota 125, diffuse principalmente nei settori automotive e aerospace.

“L’emergenza non ha arrestato la crescita dell’Industria 4.0, a conferma del fatto che non è stata una moda passeggera ma una progettualità che sta rinnovando il settore industriale italiano in modo persistente – commenta i risultati Marco Taisch, responsabile scientifico dell’Osservatorio Transizione Industria 4.0 -. Le iniziative più semplici sono ormai conosciute e consolidate, con almeno un progetto attivato nel 75% delle imprese manifatturiere. Per avviare progetti di digitalizzazione pervasivi, multi-tecnologici e basati sul cloud e su reti innovative, sarà necessaria una visione di lungo termine, il coraggio di sperimentare nuove applicazioni per le nuove sfide che si sono venute a creare e un forte investimento nelle competenze 4.0″.

“Il 2020 ha spinto le aziende a ripensare il modo in cui vengono gestite le operations – commenta Giovanni Miragliotta, direttore dell’Osservatorio Transizione Industria 4.0 -. La trasformazione di modelli di business verso la digitalizzazione ha cambiato l’approccio con cui il valore viene trasmesso al cliente: remotizzazione, flessibilità e servitizzazione diventano gli elementi chiave nella gestione dell’impresa digitale. Il tema di resilienza della supply chain è ormai strategico per poter mantenere e possibilmente aumentare la produttività delle aziende e la capacità di adattare la loro offerta alle sfide e alle richieste del mercato post-pandemia”.

Interessante infine il legame forte tra tecnologie digitali e sostenibilità, un valore che le aziende perseguono sempre con maggiore impegno, consapevoli anche del vantaggio competitivo conferito dall’attenzione all’ambiente. Il 15% delle imprese manifatturiere italiane afferma di avere già terminato progetti di sostenibilità nelle operations, un terzo circa ne ha attivati alcuni, mentre solo il 3% non è interessato. Tra le motivazioni che spingono le aziende a investire in digitale e green, il 43% lo ha fatto per anticipare le tendenze di mercato e rispondere alle richieste dei clienti, mentre costruire l’immagine di un marchio sostenibile è il motivo dichiarato da oltre un terzo delle imprese. Le tecnologie più impiegate per perseguire obiettivi di sostenibilità sono l’Advanced automation (30%) e l’IIoT (28%), con a seguire Analytics (16%), Cloud (11%), Additive manufacturing (11%) e Advanced HMI (5%).

Osservatori Industria 4.0 digitale green

L’attenzione delle aziende in questo ambito si rivolge quindi in primo luogo al monitoraggio degli indicatori relativi agli scarti di processo, come rifiuti ed emissioni inquinanti (51%). Altrettanto forte è l’attenzione al consumo di risorse quali acqua, materiali ed energia lungo le varie fasi del processo produttivo (48%). Un quarto del campione di imprese rispondenti dichiara però di non aver ancora avviato il monitoraggio di alcun parametro legato alla sostenibilità.

L’era dell’Industria 4.0, basata sulla digitalizzazione e l’interconnessione dei processi produttivi, ha ormai ceduto il passo a quella dell’Industria 5.0….