Italia 4.0 2020
22 ITALIA 4.0 2020 22% la quota dei nostri connazionali fornita di competenze digitali supe- riori a quelle di base (33% nell’UE). Anche per quanto attiene gli specia- listi in TIC, l’Italia è ancora al di sotto dei livelli UE (3,9%). E anche la spe- ranza nelle nuove leve è asfittica: solo l’1% dei laureati italiani è in possesso di una laurea in discipline TIC (il dato più basso nell’UE), mentre gli specia- listi TIC di sesso femminile rappresen- tano l’1% del numero totale di lavo- ratrici (cifra leggermente inferiore alla media UE dell’1,4%). Lacunoso, nel nostro Paese, pure l’uso dei servizi Internet (degna conseguen- za della carenza di competenze) che ci colloca al 26° posto. A questo proposito risulta infatti che il 17% delle persone che vivono nel Belpaese non abbia mai utilizzato In- ternet; un dato che è quasi doppio rispetto alla media europea. In gene- rale, il ricorso alle attività online (dall’e- commerce all’e-banking, passando per l’entertainment e l’e-learning) ci pone sotto i parametri medi; con l’unica ec- cezione delle video chiamate, cui fa ricorso il 65% degli utenti di Internet (cifra superiore alla media UE del 60%). Scarsa interazione Più ondivaghe le performance relative all’integrazione delle tecnologie digi- tali, nel cui ambito l’Italia si colloca al 22º posto nell’UE. Pochi i progressi, eccetto che per i so- cial media, con una percentuale di aziende che vi ricorrono salita al 22% (vicina, dunque, alla media UE del 25%). L’uso dei servizi cloud è invece rimasto stabile (sono infatti utilizzati Nel prossimo futuro, secondo la Comunità Europea, non si potrà prescindere dallo sviluppo tecnologico digitale dei Paesi membri. Un concetto che emerge chiaramente nella comunicazione quadro “Plasmare il futuro digitale dell’Europa”. Tre sono gli ambiti di intervento individuati all’interno di questa road map. Il primo obiettivo è quello di migliorare la vita dei cittadini europei, mettendo a disposizione di ciascuno entro il 2025, anche nelle zone periferiche e rurali, una connettività internet basata sulla banda larga ultra veloce (almeno 100 Mbps potenziabile a velocità Gigabit). Necessari, a questo scopo, investimenti a livello dell’UE, nazionale, regionale e privato. Il secondo intervento è quello di assicurare competitività ed equità al mondo delle imprese, così da realizzare un mercato unico in cui aziende di ogni dimensione possano competere in condizioni di parità. Il terzo obiettivo si propone infine di contribuire ad una società aperta, democratica e sostenibile, garantendo l’affidabilità e la sicurezza delle interazioni online. Cosa ci manca Come abbiamo anticipato, è dunque sul fronte degli altri indicatori che l’Ita- lia non regge il confronto con gli altri Paesi UE. A partire dal capitale umano. Dal Rapporto emerge infatti che nel 2019 il Belpaese, perdendo due po- sizioni, è sprofondato all’ultimo gra- dino della classifica; solo il 42% delle persone di età compresa tra i 16 e i 74 anni sul territorio nazionale è infatti in possesso di competenze digitali di base (nell’Unione si registra invece una quota media del 58%) mentre al
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