Italia 4.0 2020
23 ITALIA 4.0 2020 dal 15% delle imprese italiane) e ap- pena al di sotto della media UE (18%). Dove superiamo la media è invece il ricorso alla condivisione elettronica delle informazioni: nonostante una diminuzione tra il 2017 e il 2019, le im- prese italiane possono infatti vantare un tasso del 35% a fronte di una me- dia del 34%. Più ombre sul commercio elettronico dove il divario con gli altri Paesi si sta scavando sempre di più: so- lo il 10% delle PMI italiane vende onli- ne a (fronte di una media del 18%), il 6% effettua vendite transfrontaliere in altri paesi dell’UE (il tasso è dell’8% nell’UE), mentre il fatturato dalle ven- dite online per la nostre aziende è di circa l’8% (contro un 11% nell’UE). La scarsa dimestichezza degli italiani con le nuove tecnologie di connessio- ne, incide infine anche sui servizi pub- blici digitali, ambito in cui l’Italia è al 19° posto nell’UE, esattamente come nel 2019. A guardar bene, il nostro Paese supera l’UE per quanto riguar- da il livello di completezza dei servizi online, i servizi pubblici digitali per le imprese e i dati aperti. Il problema ri- siede nella scarsa interazione da parte del pubblico: solo il 32% degli utenti italiani online usufruisce attivamente dei servizi di e-government (rispetto alla media UE del 67%). E il dato è ad- dirittura diminuito tra il 2018 e il 2019. Questo è il panorama tracciato dal De- si e con cui il nostro tessuto sociale e produttivo dovrà fare i conti nel pros- simo futuro. Tuttavia, è giusto precisa- re ancora una volta come questi dati non tengano conto degli effetti post Covid. Il portato di questo epocale stra- volgimento è ancora tutto da valutare. Ciò che risulta già evidente è che gli accorgimenti di natura sanitaria han- no incentivato anche in Italia il ricorso alla digitalizzazione, incoraggiando, per esempio, il potenziamento dell’e- commerce o della formazione on line. D’altro canto (e in questo caso le con- seguenze potrebbero essere meno im- mediate, ma con impatti più durevoli) è vero pure che la situazione emergen- ziale che si sta protraendo nel tempo ha innescato scelte economiche interna- zionali (come quella Usa sull’inflazione, solo per fare un esempio) destinate a sovvertire (e in alcuni casi a penalizzare) gli scambi commerciali oltre i confini na- zionali. Ne consegue che questi scenari sono comunque da considerare in fieri e soggetti a continua evoluzione. @carmelaignaccol
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