Italia 4.0 2020
21 ITALIA 4.0 2020 rouge che lega tutti questi progetti è un potenziamento strutturale e diffu- so delle competenze a partire da una formazione più organica e approfon- dita, proprio per sopperire alle caren- ze endemiche individuate nell’ambito del patrimonio ‘umano’ Sulla base di queste premesse, proce- diamo ora con ordine per capire quale sia lo stato dell’arte della digitalizza- zione italiana. Connettività: va meglio Come abbiamo anticipato, il Desi tiene conto di cinque categorie di indicatori: connettività, capitale umano, uso dei servizi Internet, integrazione delle tec- nologie e servizi pubblici digitali. Per quanto attiene alla prima, quella relativa alla connettività, tra gli stati UE l’Italia si colloca al 17° posto, con un punteggio complessivo pari a 50,0 che colloca il nostro Paese in linea con la media europea. Almeno sotto que- sto profilo. Piano Transizione 4.0 Con la mobilitazione di 7 miliardi di euro il Piano ha l’obiettivo di sostenere una veloce ripresa dell’economia dopo l’emergenza Covid. Le risorse sono destinate alle imprese che maggiormente punteranno sull’innovazione, la sostenibilità e la formazione. Si tratta di settori decisivi nei quali sarà sempre più fondamentale investire nei prossimi anni. Lo strumento che si è scelto per promuovere queste politiche è principalmente il credito di imposta; tre i gli ambiti principali di questi incentivi: il primo riguarda gli investimenti in beni strumentali, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale. Il secondo ambito riguarda gli incentivi per la ricerca, lo sviluppo, l’innovazione e il design, il terzo si focalizza invece sulla formazione 4.0 sulle materie aventi ad oggetto le tecnologie rilevanti per la trasformazione tecnologica e digitale delle imprese. Parlando di banda larga, il discorso diventa piuttosto articolato e fluido (perché ancora in attesa di defini- zione): scendendo più nel dettaglio vediamo che rispetto al 2018, la dif- fusione complessiva della banda larga fissa è aumentata di un punto per- centuale, mentre la fissa ad almeno 100 Mbps è passata dal 9% nel 2018 al 13% nel 2019; stabile invece la ban- da larga mobile. Cresce la diffusione delle reti di prossima generazione (NGA), anche se al ritmo di un punto percentuale, mentre sul fronte Vhnc l’Italia, pur facendo progressi, rimane al 30% a fronte di una media EU del 44%. Il nostro Paese, infine, si colloca sopra la media europea sia in termini di pre- parazione al 5G, sia riguardo ai prez- zi (fisso, mobile, convergente), dove il punteggio dell’Italia nell’indice dei prezzi della banda larga è pari a 73 ri- spetto a una media UE di 64.
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