Appendino di Siri, ecco il mercato dei robot nel post-covid
08/11/2021
Siri mercato robot Italia Domenico Appendino

Il mercato della robotica in Italia nel 2020 ha registrato un -14,2% nelle vendite nei dati SiriUcimu, a quota 7.782 unità, registrando chiaramente i segni dell’emergenza sanitaria. Un dato che è sostanzialmente in linea con il sentimenti di Siri a febbraio 2020, quando aveva previsto un calo del -12% come spiega Domenico Appendino, presidente Siri.

“Il dato del 2020 arriva dopo due anni di forte crescita per i robot in Italia – spiega Appendino -, facendo seguito a una crescita del +27% nel 2018, secondo i dati IFR World Robotics, e ad un consumo fondamentalmente stabile del 2019. Guardando i dati del 2019, in particolare, è interessante notare come l’Italia fosse in controtendenza rispetto al resto del mondo, con una crescita nelle vendite del +13% (era stata del +20% nel 2017 e +27% nel 2018) contrapposta al calo a livello globale del -12%. Numeri che nel 2019 hanno portato il nostro Paese a fare meglio del +25% sulla media del mondo, e in Europa a performare meglio del 36% sulla Germania, dove le vendite di robot nel 2019 sono calate del -23% contro il +13% dell’Italia”.

Siri Appendino mercato robot Italia

Appendino fa quindi notare come l’arresto del trend di incremento delle vendite nel mondo fosse già cominciato prima dell’arrivo dell’emergenza sanitaria, con il dato negativo del 2019 che di fatto ha fermato la crescita nelle vendite dei robot al 2018. Questo a causa di una concomitanza di fattori, a partire da una diminuzione nella crescita dei beni di consumo e fino alla crisi dell’industria automobilistica, principale settore di sbocco della robotica nel mondo e alle prese con la transizione all’elettrico e a forme di mobilità più sostenibile. Infine, le tensioni commerciali tra Cina e Stati Uniti, due dei principali consumatori di robot al mondo.

“L’Italia si conferma in controtendenza non solo per quanto concerne le vendite di robot, dove peraltro il nostro Paese è passato dall’ottavo posto tra i Paesi nel mondo per consumo di robot del 2017 al sesto del 2019 – aggiunge quindi Appendino -. L’Italia mostra anche di essere un mercato che anticipa i trend che vanno poi delineandosi anche sulla scena globale. Questo è chiaro se guardiamo ai settori applicativi dei robot, che secondo i dati IFR in Italia trovano principale applicazione nell’industria meccanica, seguita dall’automotive – primo settore di sbocco nel mondo, seguito dall’elettronica – e dalla plastica, che nel mondo figura al quarto. L’industria alimentare è quindi al quarto posto tra i settori per consumo di robot in Italia, solo quinta nella classifica mondiale”.

Infine, un altro dato notevole che distingue ulteriormente il mercato italiano della robotica è quello riferito alla densità, ovvero il numero di robot installati ogni 10.000 addetti: a fronte di una media mondiale di 113, l’Italia spicca con una media di 212, superiore anche al dato europeo, 114, delle Americhe, 103, e persino di Asia e Australia, 118.

“Nel loro insieme, i dati ci fanno ben sperare per il futuro del mercato dei robot in Italia e nel mondo – dice quindi Appendino -: la previsione di Siri è che nel 2021 nel mondo verranno superati abbondantemente i 3 milioni di unità robotiche installate, dai 2,722 milioni nel dato IFR del 2019. Dal lavoro fatto quest’anno con i nostri studi statistici e parlando con i maggiori costruttori di robot, prevediamo quindi che in Italia nel 2021 avremo un incremento del 4% nei robot installati rispetto al 2019, salendo a 9.455 unità, che equivale a un +21,5% sul 2020. Dato di crescita che dovrebbe riportare il mercato italiano della robotica agli stessi livelli di crescita avuto nel 2018″.

Previsioni che sono corroborate anche da altre statistiche relative al mercato mondiale: Research and markets prevede un incremento medio annuo del +10% tra 2020 e 2024, per poi un ulteriore aumento al +13% tra 2024 e 2027. Robo Global prevede invece un aumento del valore di mercato della robotica nel mondo dai 45 miliardi di dollari del 2020 a 73 miliardi nel 2025. Una crescita che sarà guidata da una serie di fattori, tra cui la propensione delle aziende a investire sempre più nella fabbrica digitale – con anche i fondi europei in arrivo a supporto di questo processo -, e la diffusione dei robot collaborativi, che per alcuni istituti avranno tassi di crescita del 20% entrando sempre più nelle PMI. Infine, la ricerca e sviluppo e la crescita della AI porteranno i robot a essere sempre più performanti, flessibili e facili da programmare, in grado di sostituire gli operatori in una varietà sempre maggiore di lavori a loro meno consoni. Mantenendo al contempo il posto dell’uomo al centro dell’innovazione.

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