Dai robot al Metaverso con Bertil Thorvaldsson, premio Engelberger Robotics 2022
18/07/2022
ABB Bertil Thorvaldsson Engelberger Robotics Award

Il padre e ideatore della piattaforma di programmazione RobotStudio di ABB, Bertil Thorvaldsson, è stato insignito con l’Engelberger Robotics Award 2022 per la leadership, il più prestigioso riconoscimento nel mondo della robotica.

Thorvaldsson, oggi senior advisor in ABB, ha mosso i suoi primi passi nel mondo della robotica ai suoi albori, entrando in ABB nel 1976, allora Asea in Svezia. Affascinato dalla tecnologia dei primi microprocessori, Thorvaldsson iniziò lavorando con un team che sviluppò negli anni ’80 il primo robot completamente elettrico controllato da un microprocessore.

“A quel tempo non esistevano ancora internet, PC e telefoni mobili – racconta Thorvaldsson -, ma fummo in grado di creare un robot che non si discosta molto da quelli odierni. In seguito, dopo alcuni anni trascorsi come sviluppatore, lasciai ABB per lavorare a contatto con system integrator e utilizzatori finali in Germania, che mi permise di maturare una prospettiva sulla robotica dal punto di vista dei clienti”. Nel 1985 il ritorno in ABB, per avviare e guidare il dipartimento di ricerca di ABB a Milwaukee, negli Stati Uniti, diede a Thorvaldsson l’opportunità di tornare a lavorare su tecnologie che accendevano la sua passione, progettando soluzioni che oggi si chiamerebbero di IoT, gemelli digitali e intelligenza artificiale.

ABB Bertil Thorvaldsson Engelberger Robotics Award 2022“Dopo oltre un decennio di attività negli Stati Uniti, feci rientro in Svezia, dove fondai una mia compagnia – prosegue Thorvaldsson -. L’idea alla base del progetto era lavorare allo sviluppo di strumenti per creare quelle che al tempo chiamavamo repliche digitali dei sistemi di produzione. Era troppo presto per riuscire però a creare veri modelli digitali di tutte le strumentazioni in fabbrica, spesso non disponevamo nemmeno dei modelli 3D degli oggetti. La società venne poi acquista da ABB, con lo scopo di concentrare lo sviluppo di repliche digitali sui sistemi robotici di ABB. Ciò fu possibile grazie al lavoro svolto negli anni precedenti negli Stati Uniti”.

Il risultato di questa attività fu la nascita di RobotStudio, la piattaforma software di programmazione offline dei robot ABB che negli anni ha conquistato la stima sul mercato da parte di clienti e competitor.

“Il segreto dietro al successo di RobotStudio è che sfrutta lo stesso software che è alla base del controller dei robot – spiega quindi Thorvaldsson -. Questo fa sì che ciò che si vede in RobotStudio rispecchia esattamente quello che sarà poi in fabbrica. Ciò consente di eseguire il virtual commissioning, il testing, la programmazione e il collaudo di nuovi sistemi di produzione nel mondo virtuale. Velocizzando così la messa in servizio e l’incremento della produzione”.

La realtà virtuale era quindi un’altra opportunità presente nella mente degli sviluppatori di RobotStudio fin dall’inizio, ma al tempo la tecnologia non era ancora disponibile a costi ragionevoli e accessibili per consentirne una significativa implementazione.

“La diffusione di dispositivi consumer di realtà virtuale ha portato quindi a una più rapida adozione delle applicazioni di VR, di cui in RobotStudio siamo stati tra i primissimi utilizzatori – spiega ancora Thorvaldsson -. Una funzionalità che è stata molto utile sono stati ad esempio i meeting in VR, che consentono agli user da ogni parte del mondo, anche dalle loro abitazioni, di incontrarsi in RobotStudio con i loro avatar, per collaborare da remoto alla realizzazione di soluzioni di automazione robotica. Ancora più interessanti sono poi le possibili applicazioni della realtà aumentata, che consentirà di utilizzare RobotStudio con robot reali alla stessa maniera con cui lo si utilizza con i robot virtuali. In tale prospettiva, dispositivi che oggi sono fisici, come i teach pendant, potranno in futuro essere sostituiti con soluzioni virtuali. Giusto per citare una delle tante possibilità che saranno abilitate dal Metaverso“.

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