La produzione additiva e la rete di innovazione dei Fab Lab insieme contro il coronavirus hanno dato un preziosissimo aiuto all’ospedale di Chiari, Brescia, messo in grave difficoltà dall’emergenza sanitaria, realizzando in tempi record le valvole necessarie per i respiratori.
Si tratta in particolare di valvole Venturi che collegano il macchinario di ventilazione alla maschera, provvedendo alla creazione della corretta miscela di ossigeno puro e aria che viene erogata al paziente con difficoltà respiratorie. Lo scorso venerdì 13 marzo l’ospedale di Chiari realizza di stare per terminare le scorte del componente, e che l’azienda produttrice non sarebbe stata in grado di fornire le valvole salvavita, terminate a causa dell’incremento di ordini avuto con l’emergenza sanitaria in corso da coronavirus. I medici dell’ospedale si rivolgono quindi a Nunzia Vallini, direttrice del Giornale di Brescia, la quale chiama Massimo Temporelli, fondatore del TheFabLab di Milano, con il quale da tempo collabora a un programma di divulgazione 4.0, chiedendo se fosse possibile produrle ricorrendo alla stampa 3D.

Il tam tam è subito partito all’interno della rete dei makers e dei Fab Lab locali, giungendo anche a Cristian Fracassi, giovane imprenditore bresciano attivo nel mondo della stampa 3D fondatore della start-up Isinnova, il quale, dopo aver chiesto all’azienda produttrice i file 3D della valvola e avere ricevuto risposta negativa, con i suoi collaboratori, tra cui Alessandro Ramaioli, si è recato in poche ore al vicino ospedale di Chiari portando con sé una stampante 3D. Il pezzo è stato quindi misurato direttamente in ospedale, quotato, ridisegnato e poi stampato in 3D nel giro di poche ore. Eseguiti i test preliminari sui primi prototipi prodotti, e apportate alcune correzioni necessarie, le valvole sono quindi state testate, e approvate dal personale medico che, entusiasta, il sabato mattina stesso ha fatto richiesta di altri 100 pezzi. Pezzi che vengono quindi stampati localmente in 3D, e al costo di circa 1 euro a pezzo. Le valvole sono poi state stampate dalla Lonati di Brescia utilizzando nello specifico una stampante 3D Systems Prox6100 SLS, fornita da 3DZ di Castelfranco Veneto, impiegando tre tecniche, FDM, SLS e SLA.
Una storia di cuore e tecnologia che in questi tempi di emergenza, timore e grande incertezza che ci tocca tutti fa certamente un gran bene, e cui ha fatto subito eco la disponibilità immediata raccolta anche da molte altre aziende bresciane attive nel settore medicale e della stampa 3D, come Invantec-Medtronics, Only 3D e Fabula 3D. E sull’infrazione di alcune regole, quali la certificazione e il marchio CE, che per ovvi motivi i dispositivi salvavita stampati in 3D non hanno, Temporelli risponde che “in questo momento di emergenza non ci sono alternative. Si sono rotte delle regole, come la proprietà intellettuale, che dal punto di vista scientifico, industriale e legislativo in un periodo normale sono sacrosante. Ora però queste regole passano in secondo piano perché prioritario è salvare vite”.

Intanto le valvole funzionano bene e stanno appunto salvando delle vite, fanno sapere dall’ospedale di Chiari, e il generoso contributo unito alla passione di diverse centinaia di esperti e tecnici di stampa 3D hanno portato già alla realizzazione di un secondo modello perfezionato della valvola, in grado di generare minore attrito.