Startup e realtà aumentata dal PoliMi, dalla manutenzione al medicale
18/03/2020
startup realtà aumentata PoliMI

Manutenzione, condivisione olografica di informazioni, device indossabili e applicazioni nel settore medicale: sono questi i più interessanti campi d’impiego della realtà aumentata portati da alcune startup alla presentazione del censimento fatto dall’Osservatorio Startup Intelligence in collaborazione con l’Osservatorio Industria 4.0 del Politecnico di Milano.

Lo studio ha preso in considerazione 414 startup che lavorano sulla realtà aumentata, dividendole in due macro categorie, quelle industriali e le non industriali. In particolare, le startup industriali hanno raccolto finanziamenti cumulati per 480 milioni di dollari negli ultimi cinque anni, mentre le startup non industriali hanno cumulato un totale di 750 milioni di finanziamenti.

Tra le startup afferenti ad applicazioni industriali della realtà aumentata, un’importante sotto-categoria riguarda l’ambito Maintenance & Repair. Qui operano nello specifico Livemote, che sfrutta la AR per abilitare forme di collaborazione intelligente e facile accesso a informazioni rilevanti per gli operatori sul campo, ad esempio mediante assistenza virtuale per guidare le operazioni dei tecnici, fornendo alla forza lavoro le giuste informazioni in loco al momento giusto. La startup weAR sviluppa invece applicazioni per dispositivi mobili e indossabili, mettendo a disposizione la XR, ovvero realtà estesa nel senso di una combinazione tra realtà virtuale, realtà aumentata e mista, a supporto di operazioni di manutenzione, riparazione post-vendita e di training del personale tecnico.

Vision Lab Apps crea invece esperienza immersive wireless mediante dispositivi indossabili in AR, VR e intelligenza artificiale. Il software ERA sviluppato dalla startup offre una piattaforma per assistenza e manutenzione da remoto mediante utilizzo di smart glass e di una tuta aptica, ovvero una sorta di seconda pelle digitale che restituisce all’operatore feedback tattili quali tocchi leggeri, sensazioni di sforzo fisico e temperature, per migliorare non solo la produttività ma anche la sicurezza sul campo di lavoro.

Tra le startup che sviluppano la realtà aumentata in settori non industriali, Artiness opera nel settore healthcare impiegando tecniche di visualizzazione olografica in AR di dati medicali, per portare la formazione degli specializzandi a nuovi livelli mediante la pianificazione chirurgica collaborativa con esperti sul campo, ma anche per offrire supporto chirurgico ai medici direttamente in sala operatoria. AR Market usa invece la realtà aumentata per rivoluzionare l’ambito marketing e vendite, consentendo ai clienti di accedere tramite app ad un marketplace, che può essere attinente a settori quali ristorazione o intrattenimento, al cui interno si trovano diverse esperienze in AR delle aziende aderenti, oltre a contenuti gratuiti quali giochi, informazioni turistiche o materiali didattici.

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