E’ il settore medicale uno dei comparti che può trarre i più grandi benefici dall’adozione edallo sviluppo delle tecnologie di stampa additiva. Il medicale più di ogni altro ha infatti un bisogno spiccato di produzione di componenti personalizzati e a basso costo, a vantaggio della professione medica e dei pazienti. La produzione di impianti personalizzati, come protesi per ginocchia e anca, potrebbe infatti soppiantare l’impiego delle protesi che oggi vengono costruite in aderenza a modelli standard.
La possibilità di sostituire protesi prodotte su larga scala con modelli anatomici stampati in 3D sull’esatta conformazione e sulle esigenze individuali del paziente porta enormi vantaggi. Stando a uno studio comparso su Arthoplast Today, i pazienti che hanno avuto un impianto di ginocchio customizzato riscontrano minori problemi post-operatori, riducendo al 5% la percentuale di pazienti che necessita di riabilitazione, contro il 15% di incidenza degli impianti tradizionali. Al crescere dell’accuratezza e delle capacità della tecnologia di stampa 3D è quindi lecito aspettarsi che i miglioramenti nel decorso post-operatorio saranno sempre maggiori, a mano a mano che le protesi prodotte in additivo saranno sempre più aderenti all’anatomia del paziente, conferendo anche una maggiore libertà di movimento.
Un altro fattore che prospetta il successo dell’additive manufacturing nel medicale è quindi il potenziale che la tecnologia additiva offre in termini di riduzione dei costi produttivi delle protesi. Attualmente il costo di produzione di una protesi al ginocchio è pressoché lo stesso di una creata su misura in 3D, ma il paziente in questo caso ha un risparmio in media di $ 913 nei costi ospedalieri. Risparmi che al progredire della tecnologia additiva porteranno il costo di produzione di protesi personalizzate a una frazione di quelle tradizionali. Ciò rappresenterebbe ad esempio un enorme passo avanti nella cura di mutilati nelle zone di guerra, con arti amputati a seguito dell’esplosione di mine.
Infine, la possibilità di dotare tutti i centri ospedalieri di stampanti 3D potrebbe aumentare la capacità di rispondere alle emergenze, senza costringere i pazienti a lunghi viaggi per raggiungere i centri con le migliori strumentazioni, migliorando quindi la tempestività e la qualità delle cure. Gli stessi medici e chirurgi possono quindi migliorare e perfezionare la propria formazione, grazie alla disponibilità di modelli anatomici sempre più accurati per studiare le diverse tipologie di frattura e generare nuovi approcci terapeutici, che migliorino l’intervento riducendo i tempi operatori e l’impatto traumatico a carico del paziente.