Punta a diventare la Silicon Valley finlandese, ed è attualmente il più grande campus di startup in Europa. Parliamo di Maria 01, uno spazio che oggi occupa 20 mila metri quadrati nel centro di Helsinki, all’interno della grande struttura di un ex-ospedale (la gente ancora arriva credendo che l’edificio sia rimasto tale, da cui il cartello posto direttamente sopra all’ingresso ‘Non siamo un ospedale’ che fuga ogni dubbio), con l’obiettivo di aumentare fino a 70 mila metri quadrati entro il 2030, con in progetto l’ingresso di 65 nuovi operatori e offrendo lavoro a oltre 4 mila persone.
Ville Simola è l’amministratore delegato del campus, nato e cresciuto a Helsinki e con già un’importante esperienza come acceleratore di startup alle spalle: Startup Sauna, il suo precedente progetto di cui è stato co-fondatore, ha chiuso nel 2018 dopo aver realizzato oltre 300 eventi in tutto il mondo, Asia e Africa comprese.
“Sono entrato in Maria 01 convinto da subito che si trattasse di una grande sfida. La Finlandia sta diventando il nuovo Paese degli imprenditori e della tecnologia, con numerose zone che si stanno trasformando in una nuova Silicon Valley – spiega Simola -. Principalmente quella tra Helsinki ed Espoo, che attrae i maggiori investimenti dei venture capitalist, anche internazionali. Ci sono poi Lahti, Oulu, dove si è sviluppata e ha avuto un grande ruolo Nokia, e Tampere, che vanta una comunità tecnologica piccola ma molto efficiente. C’è poi anche Turku, a 180 chilometri a ovest di Helsinki, ed Eastesise Lappeenranta, vicino al confine con la Russia, che dispone anche di una buona università tecnologica. Helsinki ha in particolare dimostrato grande coraggio nell’investire per creare un hub di startup. A Maria 01 cerchiamo di avere una forte connessione con tutte le altre città, in modo da creare un’ottima collaborazione. Per quanto riguarda la selezione delle nostre startup, si è stati fin da subito molto selettivi, e dalle 10-20 con cui siamo partiti oggi ne contiamo 180. Gran parte sono finlandesi, ma ne abbiamo da 40 diversi Paesi”.
Maria 01 è infatti molto aperta alla startup straniere, in quanto qui quello che conta è l’idea, come dice Simola. Oltre al fatto di avere soluzioni scalabili in azienda, disporre già di qualche fondo di investimento, oltre ad avere un prodotto promettente e un team che sia in grado di collaborare in maniera efficiente.
“I settori che nell’ultimo anno, complice l’emergenza sanitaria, hanno avuto un fortissimo impulso sono quelli dell’e-commerce e dell’healthcare tech – spiega quindi Simola -. Oltre a quello dell’educazione tecnologica, poiché insegnamento e formazione sono stati costretti ad adeguarsi in maniera molto rapida, adottando nuovi metodi educativi a distanza. Una nostra azienda che si è sviluppata molto in questo ambito, e che è stata ora acquisita dalla svedese Kahoot! è Whiteboard, che ha fornito nuove possibilità tecnologiche per studiare. È poi cresciuto anche il settore del gaming. Credo inoltre che avranno importanti crescite in futuro tutte le aziende impegnate a vario titolo nella sostenibilità ambientale”.
Nel complesso, i settori che in prospettiva andranno per la maggiore saranno quindi ambiente, salute, società, conoscenza, tutti campi in cui la Finlandia è molto forte.
“Tra le aziende più promettenti all’interno del nostro hub, una delle emergenti è sicuramente Brella, che fa software per eventi – aggiunge ancora Simola -. Con l’arrivo della pandemia ha perso il suo giro d’affari in un giorno, ma ha saputo reinventarsi declinando la propria offerta su grandi eventi virtuali e conferenze digitali. Un’altra nostra realtà, Kodit.io, ha creato una piattaforma digitale dove si possono vendere e acquistare velocemente case e appartamenti. La startup ha raccolto 100 milioni di finanziamenti e si sta espandendo anche alla Polonia, oltre che alla Finlandia. C’è poi Swappie, che ripara e rivende iPhone rotti e vecchi, facendo anche un servizio di riciclaggio, che ha raccolto subito 13 milioni, quando ha cominciato nei tunnel sotto Maria 01. Nel settore del gaming, in espansione fin da prima della pandemia, Lightheart ha raccolto 6,8 milioni. Ad ogni modo sono davvero tante le startup davvero interessanti su cui investire. Tra questa ha un grande potenziale Savage Games, che ha recentemente raccolto 4,4 milioni”.
Un altro tema per cui in Maria 01 vi è particolare attenzione è quello dell’uguaglianza e dell’inclusività, non solo nel senso di gap di genere e delle startup al femminile. All’interno dell’hub operano infatti organizzazioni come Inklusiiv, che offrono supporto alle aziende per affrontare il tema della diversità, dell’uguaglianza e dell’inclusività. L’intenzione per il futuro è inoltre quella di organizzare programmi di accelerazione per gruppi sottorappresentati.
“Sul fronte delle figure professionali più ricercate, gli ingegneri tecnologici, specialmente quelli di software, sono di certo i più richiesti, assieme ai coder – dice infine Simola -. Dal lato del business si cerca molto nei settori delle vendite, del marketing e del design. A Maria 01 cerchiamo talenti in grado di competere con quelli dei campus di Amazon, Facebook e Google, perché è lì, se non oltre, che miriamo ad arrivare. Ci teniamo che le aziende restino qui e che non se ne vadano altrove, quando hanno bisogno di espandersi. Per questo miriamo a creare spazi sempre maggiori per loro. Per esempio: per una compagnia in crescita, cercare nuovi spazi, rinnovarli e traslocare può richiedere mesi. A Maria 01 questo richiede circa una settimana. Al momento ci siamo focalizzati sulle startup, ma in futuro miriamo a offrire spazi anche ad aziende avviate, investitori, studi legali, uffici di pr e marketing”.