Protezione delle identità, Bresman presenta il report Semperis
21/10/2021
Semperis report sicurezza identità Bresman

Semperis, pioniere nel settore della resilienza informatica per le imprese basata sull’identità, ha pubblicato il Report di metà anno sulla sicurezza di Active Directory (AD, sistema server centralizzato cuore di Windows Server). Si tratta del primo di una serie periodica di approfondimenti e risorse pratiche per lo sviluppo di competenze per prevenire e mitigare i cyberattacchi legati alle identità.

Il report affronta l’ondata di attacchi e vulnerabilità – dalla violazione subita da Colonial Pipeline alla vulnerabilità dello spooler di stampa di Windows – e offre consigli di importanti esperti in questo ambito su come rafforzare la postura di sicurezza dell’identità, indebolitasi in seguito ad anni di configurazioni errate e competenze insufficienti. A fare il punto sulle ultime tendenze nella sicurezza informatica è Mickey Bresman, CEO di Semperis.

“Active Directory rimane il cuore pulsante della gestione delle identità, il nucleo della piattaforma di identità per la maggior parte delle aziende, ma tutto ciò che lo circonda è cambiato rapidamente – afferma Bresman -. L’igiene di base di AD non era così importante 15 anni fa, quindi molti degli errori che sono stati compiuti allora sono i problemi che dobbiamo affrontare oggi. Vorrei inoltre sottolineare la mancanza di competenze: ci sono persone che conoscono molto bene AD, ma il loro modo di pensare è più operativo. Oppure ci sono persone che conoscono molto bene il Red Teaming (un attacco senza esclusione di colpi usato per simulare un avversario reale capace di sfruttare e testare tutte le falle presenti nel sistema informativo di un’azienda) e la sicurezza, ma non sono esperti di AD. Trovare questa combinazione di competenze in una sola persona non è così semplice”.

Semperis report sicurezza Active Directory identitàSullo sfondo dell’escalation di cyberattacchi legati all’identità registrata nell’ultimo semestre, il Report evidenzia quindi le aree essenziali su cui dovrebbero concentrarsi i team addetti alla sicurezza e alla gestione delle identità e degli accessi (IAM), oltre che i CISO responsabili della protezione dei sistemi di identità delle organizzazioni. Oltre due terzi dello studio sono dedicati a linee guida offerte da esperti del settore delle identità (tra cui Microsoft MVP di lunga data) per prevenire e mitigare i rischi di cyberattacchi, oltre che per eseguire il ripristino in seguito a un attacco. I sistemi di identità continuano ad essere uno dei vettori di attacco principali per i criminali informatici, nonostante le ben note vulnerabilità, in particolare relative ad Active Directory, lo store di identità a cui si affida il 90% delle aziende di tutto il mondo.

“L’identità dovrà sicuramente entrare a far parte della più ampia storia della sicurezza informatica in azienda – sostiene quindi Bresman -. Chiunque si occupi di identità dovrà pensare per prima cosa alla cybersicurezza. Dato che sappiamo che molte aziende dipendono da Active Directory per poter proseguire le attività operative dopo un attacco informatico, come ci si assicura che, nel peggiore dei casi, si sia in grado di ripristinare la funzionalità il più velocemente possibile? Stiamo vedendo che le aziende iniziano a trasferire la responsabilità dell’identità al lato sicurezza dell’impresa. E anche nelle aziende in cui l’identità è ancora sul lato operativo, oggi vediamo una maggiore consapevolezza della sicurezza a livello di professionisti IT e una maggiore collaborazione tra il team responsabile della sicurezza e quello IT, soprattutto nella gestione delle identità e di Active Directory”.

Secondo il CEO, si tratta quindi di una tendenza incoraggiante: chi è responsabile di qualsiasi funzione nell’ambito dell’identità deve mettere la sicurezza al centro.

Mickey Bresman CEO Semperis“Con la gestione di ambienti a identità ibrida vediamo molte problematiche diverse, a partire dal fatto fondamentale che Active Directory e Azure Active Directory, a parte il nome, hanno ben poche cose in comune – spiega Bresman -. Azure Active Directory è un diverso stack di protocolli, che richiede un approccio gestionale molto diverso, compresa la protezione del sistema di identità dai cyberattacchi. Per esempio, quando apporto modifiche alle identità nel cloud, questo influisce sulla mia postura di sicurezza generale nel data center, ossia nell’ambiente on-premise? Con uno scenario ibrido, la potenziale superficie d’attacco a disposizione degli avversari si espande. È uno scenario relativamente comune vedere gli attacchi iniziare on-premise e passare al cloud, o passare dal cloud all’on-premise. Le aziende hanno ora bisogno di pensare a quali modifiche vengono apportate ai sistemi di identità in ogni ambiente, e come la connettività tra i due elementi possa creare un punto di ingresso per gli avversari. La gestione della sicurezza in un ambiente ibrido porta inoltre in primo piano il modello di responsabilità condivisa: la responsabilità di Microsoft è di assicurarsi che il servizio continui a funzionare. Cosa fate con l’ambiente, incluso come lo proteggete, è una vostra responsabilità”.

Il Report di Metà Anno sulla sicurezza di Active Directory, disponibile all’indirizzo https://pages.semperis.com/it/2021-ad-security-halftime-report/,  verrà aggiornato periodicamente per offrire risorse puntuali e concise alle aziende che assegnano la priorità al rafforzamento delle difese di Active Directory e Azure Active Directory per far fronte all’escalation dei cyberattacchi. Benché il panorama delle minacce sia in continua espansione, le aziende possono migliorare la propria postura di sicurezza identificando e affrontando in modo metodico le vulnerabilità note legate all’identità trattate nel Report.

“La maggior parte dei nostri clienti non abbandonerà mai completamente i data center – dice infine Bresman -. Potenzialmente, il modello ibrido è destinato a restare per sempre. Le aziende prenderanno in considerazione ciò che ha senso continuare ad eseguire nel data center e ciò che ha senso usare come servizio fornito da Microsoft, AWS, Google o un altro fornitore. Le aziende possono ora mescolare e abbinare la soluzione migliore per i loro scenari e requisiti. Il cloud non è la risposta a tutto. Ma indipendentemente dal particolare mix di sistemi e risorse on-premise e sul cloud, è necessario proteggere lo store di identità. L’identità continuerà a giocare un ruolo enorme nel gioco di protezione che stiamo giocando contro gli avversari. Dovreste inoltre ipotizzare che, continuando il processo di digitalizzazione e di adozione del cloud, la protezione dell’identità diventerà ancora più essenziale per la vostra strategia operativa e di sicurezza”.

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