Secondo una fonte della Commissione Europea citata dall’Ansa, i Piani nazionali del PNRR prevedono anche la possibilità di allocare parte dei fondi a strumenti finanziari. Possibilità a cui avrebbero fatto ricorso15 Stati membri, per un totale di 100 miliardi di euro sui complessivi 672,5 del dispositivo.
Questo consentirebbe quindi di accedere ai fondi europei dei piani di ripresa e resilienza anche oltre la scadenza fissata al 2026. Secondo i dati forniti dalla Commissione, la Spagna sarebbe il Paese più attivo su questo fronte, con 76 miliardi di euro stanziati per veicoli finanziari sul totale di 163 miliardi del suo Piano nazionale. A seguire, la Grecia, con 17,7 miliardi su 36,6, e l’Italia, che al target degli strumenti finanziari nel suo PNRR ha destinato 11,8 miliardi di euro su un totale di 194,4 miliardi. La Commissione non precisa quanti di questi strumenti siano in forma di capitale di rischio o come fondi di private equity.
Gli investimenti in società private da parte di questi fondi, riporta quindi l’Ansa, potrebbero avvenire dopo il 2026, ma rispettando una serie di regole. “Gli strumenti finanziari selezionano gli intermediari finanziari, in questo caso fondi di venture capital/private equity, in modo aperto, trasparente e non discriminatorio. I controlli sull’assenza di conflitti di interessi avranno luogo e saranno condotti ex-ante per tutti gli attori finanziari coinvolti, secondo le condizioni del rispettivo allegato della decisione di esecuzione del Consiglio” (‘Allegato Cid’). “Gli intermediari finanziari”, come i fondi in questione, “sono tenuti a prendere le proprie decisioni in conformità con i requisiti decisionali e di politica di investimento specificati nel rispettivo Allegato Cid compreso quello relativo al rispetto del principio ‘Non danneggiare in modo significativo'”. “Gli intermediari finanziari – spiega infine il portavoce della Commissione – sono obbligati a mettere in atto quadri di monitoraggio, audit e controllo in conformità con i requisiti di monitoraggio, audit e controllo specificati nel rispettivo Allegato Cid”.
“La particolarità è che a differenza di obiettivi predefiniti – prosegue l’Ansa -, come ad esempio la costruzione di opere pubbliche, tali veicoli finanziari sono gli obiettivi stessi del PNRR, da realizzare per ricevere le risorse europee del Recovery: il target viene considerato raggiunto una volta che il veicolo o il fondo sia stato costituito e che al più tardi entro fine agosto 2026 gli vengano trasferiti i fondi statali“. Il veicolo potrà quindi erogare i fondi anche in un secondo momento, aggirando la scadenza dei Piani nazionali.