L’anno appena passato, segnato dall’emergenza Covid 19, ha liberato fantasia e creatività in KUKA Italia. A partire da comunicazione e formazione, reinventate e potenziate grazie all’utilizzo di piattaforme digitali e workshop virtuali, come racconta Alberto Pellero, direttore strategia e marketing KUKA Roboter Italia.
“Come già fu per i robot collaborativi, che KUKA introdusse per prima agli albori di questa tecnologia, al sorgere dell’emergenza sanitaria siamo stati tra i primi a interrogarci per comprendere quali attività fosse ancora possibile fare e quali no – afferma Pellero -. Da diversi anni KUKA Italia organizza 2-3 volte l’anno dei workshop, oggi ospitati nella sala da 140 posti della nostra sede di Grugliasco. Abbiamo migrato questi eventi in workshop virtuali, inventando quindi un nuovo appuntamento settimanale con KUKA (e due volte la settimana durante la prima fase di lockdown), erogando ogni venerdì webinar formativi e informativi. Formativi su argomenti di interesse generale, come la robotica mobile e l’interazione uomo-robot. Informativi sui prodotti KUKA, con diversi livelli di approfondimento, base per target più ampi e fino ai più tecnici, rivolti ai nostri clienti, i system integrator“.
Una libreria di quasi 30 webinar è oggi disponibile e consultabile sul sito KUKA. L’azienda ha quindi messo a frutto lo stop forzato dei programmatori dei clienti per erogare loro webinar e corsi quasi quotidianamente, facendo loro quella formazione che, sempre impegnati a programmare in giro per il mondo, non si trovava mai tempo di fare. Call e strumenti digitali sono quindi entrati nell’uso quotidiano in maniera massiccia, non solo consentendo di proseguire anche a distanza le normali attività operative, ma anche facendo sentire meno sole le persone che lavorano in KUKA.
“A livello organizzato è stato introdotto lo smart work, per consentire ai nostri dipendenti di scegliere in piena libertà da dove lavorare – aggiunge Pellero -. Questa è stata una crescita organizzativa cui siamo stati portati dall’emergenza, ma che ci ha fatto molto piacere introdurre”.
Ricadute negative hanno invece riguardato il contesto economico globale, con in particolare un rallentamento del mondo automotive. “In questo quadro cresce l’importanza della capacità di KUKA in Italia di lavorare anche con tutto ciò che non è auto – spiega quindi Pellero -, ovvero general industry, intesa come machine automation per asservimento macchine, plastica, legno, marmo e lavorazione metallo, così come consumer goods, intesi come food, beverage e pharma. Mercati cui sono rivolte anche molte delle novità di prodotto che abbiamo presentato nel corso del 2020, e altre che lanceremo nei prossimi mesi”.
Il 2020 non ha difatti fermato l’innovazione tecnologica in KUKA. Moltissime sono state le novità di prodotto lanciate, tutte accompagnate da relativi webinar di presentazione. Tra queste, i robot di piccola taglia KR 4 Agilus, quattro kg di portata, piccoli ed estremamente dinamici, e la famiglia KR Quantec 2, robot di media grande dimensione con portata dai 120 ai 300 kg ottimizzati nei consumi e nelle performance oltreché in termini di motion, con la possibilità di scegliere il motion mode digitale più adeguato tramite software. Ancora, la famiglia di robot di media taglia KR Iontec, offerta completamente nuova nel range best seller dai 20 ai 70 kg, e il nuovo KR Scara di KUKA per applicazioni in piano ad altissima velocità, per settori quali elettronica e alimentare. “Altrettante novità sono quindi in serbo nel 2021, con il lancio ad aprile dei nuovi robot con cinematica KR Delta e in acciaio inox, lavabili ad alta pressione adatti per handling primario nell’alimentare – aggiunge Pellero -. Altri prodotti sono infine previsti per quest’anno e il prossimo, inclusa una famiglia completamente rinnovata di robotica collaborativa, dall’ampio range applicativo per soddisfare ad esempio anche la richiesta di piccoli robot collaborativi da utilizzare come utensili”.
Una fortissima crescita ha quindi avuto nel 2020 il portale my.KUKA, accessibile ai clienti tramite registrazione e che offre una grandissima quantità di risorse, dalla documentazione dei robot fino alla disponibilità di licenze software gratuite.
“Per un periodo di sei mesi abbiamo messo a disposizione gratuitamente sul portale my.KUKA il nostro software di simulazione KUKA.Sim – dice a proposito Pellero -. Tramite il portale, i clienti hanno anche la possibilità di visualizzare le caratteristiche dei robot installati nel loro parco macchine, verificandone gli intervalli di manutenzione e le licenze disponibili. E’ inoltre attivo anche in Italia il KUKA marketplace, portale di e-commerce per la vendita di pezzi di ricambio dei robot, con accesso a condizioni commerciali dedicate. La grande novità è però rappresentata dai Digital Services, che racchiudono il portafoglio prodotti KUKA di Industrial IoT, mirati al condition monitoring e all’ottimizzazione delle performance dei robot. Si tratta di una serie di licenze software, cloud based o server based a seconda delle esigenze, che vanno dal collegamento del robot e visualizzazione di tutti i suoi dati, con KUKA.DeviceConnector, a pacchetti chiamati Micro Services, che offrono dashboard di controllo dei dati del robot. Fino a giungere all’ottimizzazione completa di linee di produzione, in pacchetti chiamati VCS – Virtual Commissioning Systems, che consentono di digitalizzare non solo il robot ma anche tutto quanto vi sta intorno. Fornendo una consulenza KUKA per individuare i KPI salienti delle varie applicazioni, con l’obiettivo di estrapolare i dati utili e migliorarli”.
Diverse iniziative sono infine state messe in campo in KUKA per coinvolgere le persone e incoraggiare lo scambio di best practices all’interno del team (sono 110 le persone che lavorano in KUKA in Italia, 14mila nel mondo). Tra queste, una challenge interna dedicata ai dipendenti per la presentazione di idee e progetti innovativi con la costituzione di team di lavoro dedicati, e la creazione di una piattaforma ad hoc dove tutti i dipendenti potevano commentare e votare i vari progetti.
“Lo stop forzato ci ha dato modo di avvicinarci e di conoscerci meglio tra colleghi – racconta infine Pellero -, in modi che solitamente, presi dai tempi concitati del business, non erano possibili. Abbiamo così scoperto che nel team KUKA ci sono dei talenti, musicali e non solo, anche pittori e ottimi cuochi e cuoche. KUKA Italia è stata l’unica tra le 40 country del gruppo nel mondo ad aver creato un canale YouTube, KUKit RE-Generation, dove cover di brani famosi vengono interpretate dai dipendenti KUKA. E’ stata una bellissima esperienza, che ha attratto e coinvolto anche colleghi stranieri. A dicembre abbiamo inoltre fatto molte formazioni sulla gestione dello stress da Covid 19 e lockdown, con psicologi e formatori esterni. Importante per dare un supporto ai dipendenti, in un momento come quello attuale che in alcuni casi può diventare difficile e alienante”.