Microchip in Sicilia, fondi dal PNRR per STMicroelectronics
29/11/2022
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La Commissione Europea ha approvato una misura di aiuto per 292,5 milioni di euro a valere sul PNRR per la costruzione da parte di STMicroelectronics di uno stabilimento che si inserirà all’interno della filiera completa dei semiconduttori a Catania, in Sicilia, dove l’azienda è già presente. Il finanziamento è in linea con gli obiettivi dell’European Chips Act, che punta a sostenere investimenti per i produttori europei di semiconduttori e garantire all’Europa una quota del 20% del mercato globale dei chip entro il 2030.

Il progetto dovrebbe essere ultimato nel 2026, e porterà alla realizzazione da parte di ST a Catania della prima linea di produzione integrata di wafer epitassiali di carburo di silicio (SiC) su scala industriale in Europa. Il carburo di silicio viene utilizzato per realizzare wafer che fanno da base per specifici microchip impiegati in dispositivi ad alte prestazioni, per applicazioni in veicoli elettrici, sistemi per le rinnovabili, soluzioni industriali e stazioni di ricarica rapida. Il finanziamento da 292,5 milioni di euro sosterrà un investimento complessivo di 730 milioni effettuato da ST.

Il nuovo impianto produttivo riunirà l’intera catena del valore del substrato di carburo di silicio, dalla produzione della materia prima (polvere di SiC) alla fabbricazione del wafer. I wafer verranno quindi sottoposti a un trattamento aggiuntivo che prevede l’applicazione di uno speciale strato epitassiale che ne potenza le capacità. L’investimento da parte di ST porterà quindi a creare in Sicilia circa 700 nuovi posti di lavoro altamente qualificato, con inoltre positive ricadute sulla filiera dell’indotto. Per tale motivo la Commissione Europea ha definito il progetto come unico nel suo genere, riconoscendone l’importanza del contributo che avrà per la sovranità europea nella microelettronica e nel ridurne la dipendenza dall’estero sul fronte delle materie prime critiche.

Nel quadro della misura di finanziamento ottenuta, ST si è impegna quindi a soddisfare gli ordini prioritari dell’UE in caso di shortage negli approvvigionamenti, nell’investire nello sviluppo della prossima generazione di microchip e nel continuare a contribuire al rafforzamento dell’ecosistema europeo dei semiconduttori.

E’ invece attesa una decisione da parte del Governo relativamente a un altro importante investimento annunciato a inizio di quest’anno da Intel nell’ambito della filiera della produzione di microchip. La multinazionale avrebbe infatti in programma un investimento da 4,5 miliardi di euro per realizzare in Italia uno stabilimento produttivo di microchip, con due aree industriali in lizza, ossia Vigasio, in provincia di Verona, e Volpiano, nelle provincia di Torino. L’investimento fa parte di un piano più ampio da 80 miliardi di euro da parte di Intel per realizzare nuovi impianti di produzione, hub di ricerca e servizi di fonderia in Europa nei prossimi dieci anni.

Se Industria 4.0 si è focalizzata sull’implementazione delle tecnologie abilitanti, l’Industria 5.0 si estende ed abbraccia le problematiche socio-ecologiche.

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