Manifatturiero in transizione e digitalizzazione completa nell’indagine Aras
24/01/2023

L’indagine ‘La transizione delle aziende europee’ condotta da Aras su oltre 440 dirigenti in 19 Paesi europei rileva un’industria europea alle prese con una serie di sfide senza precedenti. A causare i maggiori problemi per le aziende sono in particolare la crescita esponenziale dei costi dell’energia e l’instabilità della supply chain.

L’88% delle aziende prevede che la forte instabilità attuale continuerà anche nei prossimi anni. Le strategie fondamentali per resistere e superare un futuro così incerto consistono quindi in una completa digitalizzazione e nella maggiore collaborazione con i fornitori. “In uno scenario denso di elementi imprevedibili, costi energetici alle stelle, rischi geopolitici e crescenti minacce nel mercato del lavoro, l’industria europea è attualmente più focalizzata a produrre in modo più attento – dice Luigi Salerno, country manager di Aras Italia -. Per rispondere all’instabilità delle filiere, il 40% delle aziende ha già implementato una maggiore collaborazione con i propri fornitori, un altro 39% è in fase di definizione e il 17% sta pianificando ulteriori collaborazioni con i fornitori”.

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Un dato che colpisce in particolare, mettendo a confronto i Paesi europei, è come le preoccupazioni legate alla supply chain siano particolarmente evidenti nel Regno Unito. Sulla scia della Brexit, le aziende del Regno Unito hanno adottato modalità di collaborazione più intense con i propri fornitori. La digitalizzazione delle catene di fornitura è poi un ulteriore tassello importante per sviluppare resilienza. “Il 36% delle aziende ha già riprogettato la propria supply chain in funzione della digitalizzazione e un altro 42% è in procinto di farlo”, dichiara a tal riguardo Salerno. Un’ azienda su tre ha reagito all’instabilità delle supply chain apportando modifiche ai prodotti e circa un’azienda su quattro ha delocalizzato i siti produttivi.

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Secondo Salerno, la pressione che grava sulle aziende non è mai stata così intensa, ma i risultati dell’indagine sono altresì incoraggianti: “Ad esempio, otto aziende su dieci ammettono che la prospettiva di una permanente instabilità della supply chain è fonte di preoccupazione. Tuttavia, grazie alle contromisure già adottate e ad altre che sono state pianificate, l’industria manifatturiera europea può prepararsi ad affrontare più efficacemente le crisi future“.

Questo sguardo al futuro è necessario poiché la situazione per le aziende europee è destinata a mantenersi critica. Nove partecipanti su dieci affermano che le sfide da affrontare non sono mai state così complesse quanto lo sono oggi. Gli intervistati, interpellati sull’andamento futuro, hanno indicato che la situazione non migliorerà, perlomeno nel medio termine. “L’88% dei partecipanti all’indagine ritiene che i prossimi anni resteranno incerti – dice in conclusione Salerno -. Davanti a queste sfide le aziende sono chiamate ad agire, reinventandosi costantemente e sfruttando i vantaggi della digitalizzazione in termini di efficienza. Soltanto in questo modo potranno resistere agli scossoni economici dovuti alla crisi globale”.

 

 

Se Industria 4.0 si è focalizzata sull’implementazione delle tecnologie abilitanti, l’Industria 5.0 si estende ed abbraccia le problematiche socio-ecologiche.

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