Linee automotive flessibili grazie agli AGV, ordinativi in crescita per CPM
14/04/2022

Il 2022 si prospetta in crescita per CPM (Gruppo Dürr), che a fine 2021 ha registrato un netto aumento degli ordinativi, con commesse in portafoglio per il prossimo biennio acquisite al 31 dicembre 2021 per oltre 110 milioni di euro. Importanti trattative sono quindi in corso con marchi italiani e internazionali per realizzare ulteriori progetti.

L’azienda prosegue così il trend di crescita avuto dal recente lancio della gamma di AGV ProFleet, navette a guida autonoma sviluppate per il settore automotive, che hanno permesso a CPM di consolidare le forniture di impianti sia nel campo dei veicoli a motore termico che per le auto elettriche. Sono già 14 i grandi fabbricati per general assembly realizzati con la formula ‘chiavi in mano’ solo negli ultimi tre anni, costruiti con AGV ProFleet ma anche con il brevetto Flex decking, che consente di assemblare sulla stessa linea vetture di segmento differente. Tra gli ultimi progetti quelli curati per FCA Mirafiori, dove viene prodotta la 500 BEV (Battery Electric Vehicle), Maserati per la supercar MC20 e Lotus con le linee di montaggio per Emira.

Presentati ufficialmente poco più di due anni fa, oggi i ProFleet di CPM vengono impiegati per assemblare oltre 700.000 vetture ogni anno. Un simile successo è dovuto al nuovo paradigma produttivo sviluppato dall’azienda che, di fatto, cancella la tradizionale linea di montaggio in favore di un modello flessibile e scalabile, strutturato in isole di lavoro autonome progettate per favorire l’ergonomia di ogni operazione. Una smart factory che può aumentare o diminuire il flusso delle auto assemblate semplicemente riprogrammando il percorso degli AGV, quasi in tempo reale. Senza che sia necessario, quindi, sovradimensionare gli stabilimenti in fase di progettazione per far fronte a un futuro aumento dei volumi.

Ciò comporta un risparmio notevole per i costi di struttura, con un recupero di efficienza che diminuisce anche i tempi per il ritorno dell’investimento. Un ulteriore vantaggio per il modello di business delle startup dell’elettrico, che possono avviare una produzione su scala ridotta e potenziarla in base alle richieste del mercato, limitando l’investimento iniziale che potrà essere incrementato nel tempo.

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