Prima Additive è la divisione del Gruppo Prima Industrie nata nel 2018 e dedicata all’additive manufacturing. La ricerca e sviluppo dell’azienda si concentra in particolare sui fronti della meccatronica e della fotonica, che saranno determinanti per risolvere alcuni dei problemi oggi legati alla produzione additiva, in termini di deformazione delle parti nel processo di produzione additivo e di proprietà dei materiali.
Paolo Calefati, head of additive manufacturing and innovation in Prima Additive, parla quindi le due nuove macchine che l’azienda presenta a novembre alla Formnext 2021 di Francoforte. “Stiamo lavorando per migliorare la tecnologia additiva con l’introduzione di nuove sorgenti laser e di nuove funzionalità sulle macchine – dice Calefati -. La prima delle due innovazioni che portiamo a Formnext è la Print Genius 150 Double Wavelength per lavorazione PBF (powder bed fusion) equipaggiata con due sorgenti laser con diverse lunghezze d’onda, un laser infrarosso da 300 W e un laser verde da 200 W. I due laser possono lavorare alternandosi sulla stessa area di lavoro, offrendo la possibilità di selezionare la fonte laser più adatta al tipo di materiale lavorato”.
“La domanda per questo tipo di lavorazione è in forte crescita soprattutto in settori come i motori elettrici, scambiatori compatti, elettronica di potenza, aerospace e gioielleria – spiega Calefati -. Attualmente stiamo quindi sviluppando la gestione per dispositivi multi-ottici, con l’obiettivo di arrivare entro i prossimi due anni a introdurre fino a 6 teste laser per macchina, il che potrebbe portare a una notevole riduzione del costo per pezzo nella produzione con questa tecnologia”.
Altra novità che Prima Additive presenta a Francoforte è quindi la tecnologia DED a deposizione diretta di energia della Laserdyne 811, che supporta additive manufacturing, saldatura, formatura e taglio di componenti 2D e 3D e che introduce la nuova tecnologia Real_DED (Real time adaptive laser beam for DED). Questa innovativa tecnologia consente alla macchina di adattare l’ampiezza dello spot del laser in tempo reale.
Grazie a questi miglioramenti a livello di macchina e gestione software, secondo Calefati in futuro sarà quindi possibile raggiungere nuovi target industriali per la tecnologia additiva, con interessanti spazi di profitto. Con un’ampia curva di crescita in virtù di vantaggi quali la complessità delle geometrie possibile nei pezzi prodotti in additivo. Questi manterranno quindi un costo superiore, ma che i clienti utilizzatori saranno disposti a pagare a fronte dei notevoli vantaggi offerti dalla funzionalizzazione delle parti , dalla drastica riduzione del numero di parti da assemblare e sotto il profilo della circolarità delle applicazioni.