Naturalmente dedicata all’industria della lavorazione del metallo, EMO Hannover 2019 nella sua edizione da poco conclusa ha deciso di inaugurare un Circolo dedicato all’Additive Manufacturing, che ha raccolto 14 aziende direttamente afferenti al mondo della produzione additiva. La manifattura additiva è stata però molto presente anche presso gli stand di molte altre aziende in fiera, portando soluzioni di produzione, materiali innovativi e tecnologie software per la stampa 3D, che hanno suscitato forte curiosità e interesse.
Tra queste era Trumpf, che con la propria soluzione TruPrint 3000 3D per stampa 3D ha mostrato l’importanza della produzione additiva per la lavorazione di materiali resistenti al calore come l’Inconel, di largo impiego in settore come aerospace e power generation, per turbine a gas, motori a combustione e sistemi di riscaldamento. La manifattura additiva di componenti realizzati in questi materiali risulta infatti a più basso costo, più veloce e di qualità superiore, laddove le lavorazioni tradizionali di questi materiali sono esposte a inceppamenti, rotture e perdita di forma. La produzione additiva con questi metalli è inoltre ideale in virtù della loro capacità di resistere a temperature estreme, fino a 1.000° C, senza deformarsi, non porta a spreco di materiale e consente di realizzare geometrie complesse, con canali di raffreddamento interni, in maniera più semplice.
GF Machining Solutions ha invece portato in fiera la stampante 3D DMP Flex 350 per metallo sviluppata congiuntamente con 3D Systems. La soluzione offre stampa in metallo flessibile con alta ripetibilità della qualità, per la stampa di leghe complesse. La stampante è in grado di operare 24/7 per la produzione di parti fino a 275 x 275 x 380 mm. L’elevata ripetibilità è garantita dall’ambiente a basso contenuto di ossigeno, che garantisce eccellente microstruttura e alta densità. Il sistema assicura deposizione del materiale bidirezionale, accelerando la produttività grazie a strategie di scansione. Al basso TCO contribuisce infine la riciclabilità delle polveri, il basso impiego di consumabili e il filtro di processo sicuro e di lunga durata.
La svedese VBN Components ha invece lanciato in occasione di EMO 2019 la lega brevettata Vibenite 480, che porta innovazione avanzata anche nei materiali dedicati alla lavorazione additiva. Nella gamma di leghe offerte da VBN, stampabili in 3D e difficilmente lavorabili con le metodologie tradizionali, l’azienda ha lavorato allo sviluppo di metalli duri ibridi, tra cui appunto il Vibenite 480 che combina la durezza degli acciai super rapidi con l’alta resistenza al calore del carburo cementato. Il materiale è proposto come ideale soluzione per applicazioni come creatori di ingranaggi e trapani per pietra.
AMF – Andreas Maier ha infine portato l’attenzione sull’importanza delle tecnologie di fissaggio, che anche nell’additive manufacturing svolgono un ruolo fondamentale. Le elevate temperature del processo additivo portano infatti fluttuazioni che possono inficiare la riproducibilità e l’affidabilità del processo. AMF ha per questo sviluppato appositi moduli di fissaggio resistenti alle alte temperature, noti col nome zero-joint clamping technology. Funzionando come un sistema plug-and-play, questi moduli consentono di ridurre notevolmente i tempi di set-up della stampante 3D, attivando il modulo solo all’inizio del processo potendo poi procedere con la produzione senza bisogno di ulteriori interventi.