Italia rimandata in ricerca e innovazione nel rapporto Ambrosetti
17/06/2019
innovazione Ambrosetti Technology Forum 2019

L’Italia deve potenziare le proprie attività di ricerca e innovazione, stando ai risultati del rapporto The age of exponential tecnological changes di The European House – Ambrosetti. In Italia nel 2017 sono stati investiti 23 miliardi di euro in R&S, pari all’1,35% del PIL, in calo rispetto all’1,37% del 2016 e molto indietro rispetto a Germania (99 miliardi), Francia (50,1) e Regno Unito (38,9). Basso è anche il numero dei ricercatori in Italia, 136.204, meno di un terzo di quelli tedeschi (413.542), e sotto Regno Unito (289.674) e Francia (288.580).

Ambrosetti ricerca innovazione Italia

L’Italia primeggia però nei risultati, stando a quanto rileva il rapporto della Community tecnologica di Ambrosetti Club: il nostro Paese è infatti primo per produttività della ricerca, con il maggior numero di pubblicazioni per ricercatore, e per numero di citazioni per ricercatore. Di contro, siamo il decimo Paese al mondo per numero di brevetti depositati, e il quinto in Europa: sono stati 4.399 i brevetti depositati nel 2018, contro i 26.734 della Germania e i 10.317 della Francia. Ottima è invece la base manifatturiera che l’Italia può vantare, con 386.630 PMI pari al 18,5% del totale delle PMI nell’UE nel 2016. A maggio 2019, inoltre, il numero di start-up innovative in Italia ha raggiunto la quota di 10.320, crescendo del +12% sul 2018, il 25% delle quali ha la propria sede in Lombardia.

startup innovative Italia Ambrosetti

Molti sono quindi i fronti sui quali occorre lavorare, innanzitutto aumentare gli investimenti in Ricerca e innovazione, ancora lontani dall’obiettivo europeo che è del 3% entro il 2020. Grave è anche la mancanza di competenze e di forza lavoro qualificata come richiesta dalle imprese: la quota di laureati in ICT sul totale nazionale nel 2017 è stata del solo 1,1%, ponendo l’Italia fanalino di coda dopo una lunga lista di Paesi nel mondo, e ultima in Europa. Inoltre, solo il 12,3% delle aziende italiane offre corsi ICT ai propri dipendenti, contro il 29,8% della Germania, il 27% del Regno Unito e il 21,2% della Francia. Il report porta quindi ad esempio del divario il caso di Milano, dove nel 2015 sono stati solo 200 i laureati in Ingegneria informatica, contro i 1.600 laureati in Giurisprudenza.

Ambrosetti competenze ICT Italia

Alcune delle linee guida indicate lo scorso anno sono state infine implementate, come lo stanziamento annunciato di 1 miliardo di euro sul Fondo nazionale innovazione, che stimola il Venture Capital, e l’istituzione anche in Italia di un gruppo di lavoro di esperti sulla AI per elaborare una strategia nazionale. Resta invece ancora non accolto l’invito a creare un osservatorio permanente sul Venture Capital in Italia e la nomina di un Chief technology officer a livello governativo.

Ecco invece le nuove linee guida 2019 indicate dalla Community Innovation and Technology di The European house – Ambrosetti per l’ecosistema italiano dell’innovazione:

  • Istituzione di un gruppo di ricerca sul 6G
  • Realizzazione di un progetto pilota per la sperimentazione della prima Smart & Circular Region in Italia
  • Sviluppare una skill strategy, con la promozione di programmi di sviluppo delle competenze tecnologiche del futuro
  • Includere l’AI nelle responsabilità e priorità del Chief Technology Officer nazionale
  • Costituire l’osservatorio italiano per lo studio dei co-benefici

 

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