Il primo trimestre del 2018 ha registrato un calo del -25,8% negli investimenti di Industria 4.0 sul mercato nazionale, nei dati della rilevazione trimestrale di Ucimu. Il dato va però soppesato tenendo in considerazione almeno tre fattori: primo, il confronto è con un primo trimestre 2017 eccezionale che aveva registrato un forte incremento degli ordini. In secondo luogo, il valore assoluto dell’indice Ucimu sugli ordini resta comunque molto alto, oltre 179 punti sui 100 base del 2010. Infine, il mercato estero ha registrato invece una crescita del +7,6%, ridimensionando il trimestre per i costruttori italiani, per cui il calo complessivo risulta del -4,3%.
La frenata sul mercato interno è inoltre stata molto forte nel mese di gennaio, dato che si spiega con la corsa a dicembre 2017 agli investimenti in macchine utensili e robot da parte delle aziende, nel timore che gli incentivi per tecnologie 4.0 non venissero rinnovati nel 2018, come poi invece è stato. Febbraio e marzo hanno quindi ripreso un trend più incoraggiante. Commenta infatti il presidente Ucimu Massimo Carboniero: “Non preoccupa la frenata degli ordini raccolti sul mercato interno. Ce lo aspettavamo. E’ l’effetto dello straordinario risultato di fine 2017 quando tutti hanno accelerato la corsa agli investimenti, preoccupati che i provvedimenti di super e iper ammortamento non fossero confermati. A gennaio la raccolta ordini in Italia è stata debole, ma già nei mesi successivi la situazione è tornata florida. Non si tratta dunque di una totale inversione di tendenza e infatti già dal prossimo trimestre ci aspettiamo un flusso di commesse più regolare”.
Sulla prevista ripresa pesa però l’incertezza politica che l’Italia sta attraversando in seguito ai risultati delle ultime elezioni, che non aiuta chi fa impresa e soprattutto chi deve decidere se fare investimenti importanti. “Per questo auspichiamo un programma di Governo improntato allo sviluppo ragionato – continua Carboniero – e che non dimentichi quanto di buono è stato fatto negli ultimi anni, in termini di riforme e provvedimenti”.
Ucimu è intanto molto attiva sul fronte internazionalizzazione, come dimostra la recente missione a Singapore dedicata ai Paesi Asean, a cui Ucimu ha partecipato per attivare e consolidare relazioni commerciali e partnership con player locali, in un’area dove, dopo i più vicini Paesi asiatici, l’Italia è il secondo fornitore di macchine utensili dopo la Germania. I costruttori italiani in quest’area, che vede un imponente e dinamico processo di crescita economica e sociale, possono infatti non solo fornire tecnologie e soluzioni, ma essere partner dei costruttori locali interessati a un’offerta di elevatissimo livello qualitativo che sia complementare alla loro produzione.