Guida autonoma e assistita, le prospettive al 2030 secondo Accenture
11/04/2022
Accenture mercato guida autonoma

Entro il 2030, il 60% delle auto sarà a guida assistita, secondo quanto emerge dal report Rebooting Autonomous Driving di Accenture. Lunga è invece ancora la strada per l’avvento della guida autonoma di Livello 5, soprattutto per l’incapacità delle attuali tecnologie di intelligenza artificiale di garantire l’accorteza e la sicurezza necessaria nei complessi contesti della guida su strada.

La tecnologia di AI e lo sviluppo attuale degli algoritmi non sono difatti sufficienti a implementare i sistemi completamente adattivi richiesti dalle auto di Livello 5, ovvero che si guidano da sole senza alcun intervento del conducente. Non solo, l’apprendimento supervisionato (supervised learning), tecnologia che dovrebbe fornire al sistema informatico dell’auto volumi di dati aggregati e un metodo di interpretazione atto a costituire un adeguato database di informazioni, non basta ancora per consentire alla AI di mettersi letteralmente al volante.

“La guida autonoma rappresenta uno dei quattro grandi macro trend che stanno rivoluzionando il settore Automotive, sempre più guidato da intelligenza artificiale, processi di machine learning, utilizzo di big data e software avanzati – spiega Teodoro Lio, consumer & manufacturing industries lead di Accenture Italia, Europa Centrale e Grecia -. Negli ultimi anni sono stati fatti degli enormi passi avanti nello sviluppo di veicoli autonomi. Molte case automobilistiche e nuovi player di settore hanno preso posizione dichiarando che le auto guidate dall’intelligenza artificiale sarebbero diventate realtà entro il 2025. Tuttavia, con la tecnologia e gli algoritmi di deep learning disponibili, siamo ancora lontani dal raggiungimento di questo traguardo. Ad oggi, l’intelligenza artificiale non è ancora in grado di distinguere un segnale stradale reale da uno modificato o guidare su strada quando l’asfalto è coperto di neve. C’è poi un tema di complessità del contesto di guida, molto più rilevante in Europa rispetto ad altre zone, come ad esempio la California, dove si sono svolte le prime sperimentazioni in questo senso”.

Accenture market share guida autonoma Rebooting Autonomous Driving

Nell’attuale situazione del mercato, la maggior parte delle auto driverless si trova quindi ancora in una fase sperimentale. Ad ogni modo, entro il 2030 il 60% delle nuove automobili saranno veicoli di Livello 2, ossia dotati di funzioni di guida assistita e di opzioni di guida semi-autonoma avanzate, in crescita rispetto al 15% che oggi detengono sul mercato. L’industria automotive è quindi al lavoro per incrementare le prestazioni e risolvere le criticità dei sistemi di Livello 3, ossia veicoli che esonerano il conducente dalla necessità di avere sempre il controllo dell’auto, purché sia pronto a intervenire in caso di bisogno. Il Livello 4 sta invece a identificare veicoli dove il conducente agisce su pedali e volante solo in caso di emergenza. Dati i costi ancora molto alti per realizzare queste tipologie di auto ad automazione e assistenza alla guida più avanzate, Accenture stima che questa tipologia di veicoli non rappresenterà più del 5% del mercato complessivo automotive entro il 2030.

“Passare da auto di Livello 1 a veicoli con funzionalità avanzate di guida assistita (Livello 2) è stato relativamente veloce, grazie ai progressi tecnologici raggiunti – aggiunge in conclusione Lio -. Per arrivare ad auto completamente autonome (Livello 5) è però necessario un importante cambio di passo che coinvolga non solo i produttori di automobili, chiamati ad attivare nuove collaborazioni ecosistemiche, modificare il modo in cui vengono costruite le auto e continuare a sviluppare nuove funzionalità e software avanzati, ma anche l’intero contesto istituzionale, di mobilità urbana e normativo“.

Accenture AI guida autonoma Rebooting Autonomous Driving

Due sono infine i possibile futuri scenari di sviluppo del mercato prospettati dallo studio: il primo, la guida supervisionata in ecosistema open-ended, che mantiene l’elemento qualitativo umano, il conducente, presente nel veicolo o in centrale operativa. Il secondo, la guida autonoma in contesti ristretti, caratterizzati da una complessità dell’ambiente circostante ridotta in modo tale da non richiedere più la presenza del guidatore.

 

 

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