Principe dei materiali avanzati nel campo della nanotecnologia, il grafene trova applicazione anche nell’era coronavirus grazie a Directa Plus, produttore lombardo di grafene che ha sviluppato la mascherina G+ CO-Mask. Il CO è un omaggio al territorio comasco dove ha sede l’azienda e al contempo richiama il termine Community.
Si tratta di un’applicazione del nanomateriale per la produzione di dispositivi protettivi, che sfrutta le proprietà antibatteriche, antistatiche e di conduzione del calore del grafene, che facilitano anche la sanificazione delle mascherine. Ancora in fase di test, ma molto incoraggianti, sono quindi le proprietà antivirali del materiale.
L’azienda ha testato oltre 180 materiali per sviluppare la mascherina al grafene, scegliendo alla fine un jersey altamente traspirante su cui viene applicata una stampa intelligente al grafene. Questo abilita una distribuzione estremamente rapida del calore nel tessuto, disperdendo in maniera più efficiente quello in eccesso, in maniera simile a quanto avviene all’interno di un circuito. Per il modello in cotone della mascherina l’azienda ha invece messo a punto una nuova tecnologia che consiste nell’impregnazione con grafene, un trattamento del cotone con acqua e grafene che consente al materiale nanotech di penetrare nella fibra. Si ottiene in tal modo un cotone G+, antibatterico, traspirante e ad alto potere filtrante.
Grazie a precedenti esperienze in applicazioni tessili, il materiale è stato anche già certificato per la sicurezza a contatto con la pelle, per cui è garantito come ipoallergenico e dermatologicamente testato. La mascherina è il risultato di una nuova sperimentazione nata in emergenza covid, e rappresenta il primo passo verso applicazioni del materiale per la filtrazione dell’aria dopo le esperienze già consolidate nel campo della decontaminazione dell’acqua. L’azienda sta quindi lavorando a una intera collezione di capi di abbigliamento e accessori al grafene, che sfrutteranno le proprietà antibatteriche e protettive del nanomateriale.