Fondi Europei FESR, inefficacia del programma nel periodo 2014-2020
di Marco Zambelli - 21/06/2022
Fondi FESR Corte dei Conti Europea competitività PMI

Il report pubblicato di recente dalla Corte dei Conti Europea (ECA, European Court of Auditors) rileva il sostanziale fallimento del programma 2014-2020 del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (FESR, o European Regional Development Fund, ERDF) nel dare supporto per incrementare la competitività delle PMI europee.

Il programma contava su fondi per 40,3 miliardi di euro, e dall’analisi della sua implementazione nei quattro principali Paesi per quantità di risorse allocate, ovvero Germania, Italia, Polonia e Portogallo, la conclusione è stata che il programma ha stimolato le intenzioni di investimento da parte delle PMI, senza però avere un impatto concreto nell’accrescere la loro capacità competitiva. Il fondo ha quindi peccato in efficacia, in primo luogo per il tipo di approccio tenuto dalle autorità nei diversi Stati membri, che in molti casi hanno puntato a supportare un numero più ampio di aziende, finanziando progetti di piccola entità, senza di fatto andare a impattare i fattori chiave che limitano la competitività delle piccole e medie imprese.

Le PMI, colonna portante dell’economia UE, hanno bisogno e meritano di essere sostenute nel momento in cui avviano e espandono le proprie attività – ha dichiarato Pietro Russo, membro della Corte responsabile dell’audit -. Tuttavia, il sostegno fornito dal FESR negli ultimi anni non ha migliorato in misura evidente la competitività generale delle PMI, il che ci induce in qualche modo a dubitare dei benefici dell’azione dell’UE in questo ambito”.

Il risultato è che mentre nelle intenzioni i Fondi FESR puntavano a finanziare il 3,3% degli oltre 20 milioni di PMI attive in Europa entro il 2023, di fatto le risorse hanno dato supporto diretto a circa 0,5 milioni di imprese, ossia l’1,9% del totale, al 2019 (ultimo anno del periodo pre-pandemia preso in considerazione nell’analisi). Gli analisti suggeriscono inoltre che, in previsione di un miglioramento dell’azione del Fondo per il prossimo periodo di programmazione 2021-2027, venga maggiormente promossa la presentazione di progetti da parte di gruppi di imprese, perseguendo un allargamento dei soggetti beneficiari.

Nello specifico della tipologia di progetti finanziati, il report rileva quindi che gli investimenti finanziati hanno portato soprattutto migliorie incrementali a prodotti, servizi o processi specifici delle imprese, senza determinare differenze rimarcabili nel loro livello di competitività complessivo. Ossia senza aver comportato miglioramenti sui fronti del posizionamento sul mercato, dell’internazionalizzazione, nella capacità di generare innovazione o nella loro situazione finanziaria. Inoltre, da quanto dichiarato da parte delle imprese beneficiarie nei quattro Paesi, un buon numero delle stesse avrebbe sostenuto lo stesso investimento anche in assenza del supporto dato dal finanziamento europeo.

Negativa è quindi anche la valutazione sulla modalità di assegnazione ed erogazione dei finanziamenti messi a disposizione dal Fondo, che in maggioranza è avvenuta attraverso procedure e call non competitive e poco ambiziose, dove era sufficiente soddisfare criteri minimi di eleggibilità. Il tutto senza che ci fosse alcuna valutazione di tipo comparativo o concorrenza tra i richiedenti. Gli analisti raccomandano pertanto che in futuro vengano incoraggiati progetti che prendano in considerazione uno spettro più ampio di fattori, combinando ricerca, innovazione e capacità di costruire e progettare una strategia di export. Oltre a incentivare, non da ultimo, la collaborazione tra le imprese e altre tipologie di soggetti.

Sfide che dovranno essere affrontate per garantire migliori risultati per i fondi allocati nel programma per il periodo 2021-2027, che in aggiunta a quelli del FESR potranno contare anche su risorse addizionali provenienti dal programma React-EU, da quelli destinati all’innovazione nelle PMI in Horizon Europe e InvestEU e, non da ultimo, dalle risorse dei Piani di Ripresa e Resilienza da impiegare entro il 2026.

Qui è possibile visionare e scaricare la versione completa del report.

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