Flessibilità e sostenibilità per ridisegnare le filiere, i suggerimenti di Taisch
26/06/2023
World Manufacturing Foundation Marco Taisch ridisegnare filiere manifatturiero

Il tema della necessità di ridisegnare le filiere nel mondo manifatturiero è stato al centro dell’ultimo World Manufacturing Forum, ripreso quindi in un podcast di PTC a cura della marketing manager dell’azienda, Francesca Frattini, che ha visto ospite Marco Taisch, presidente scientifico della World Manufacturing Foundation oltreché presidente di MADE competence center Industria 4.0 e docente del Politecnico di Milano

Ridisegnare le filiere è oggi un’esigenza per il comparto manifatturiero, a fronte degli eventi degli ultimi anni e imposto dalle interruzioni nelle supply chain indotte dalla pandemia fino ai più recenti accadimenti geopolitici, primo fra tutti la guerra in Ucraina. Uno stato di cose che porta a quella che viene indicata come una ‘Sglobalization’, a rimarcare come la globalizzazione come è stata vissuta negli ultimi 20 anni abbia subito un rallentamento e un cambiamento.

“E’ successo che in un periodo molto veloce ci siamo ritrovati con un aumento dei prezzi delle materie prime e dell’energia – spiega quindi Taisch -, e tutt’ora le materie prime e la componentistica continuano a scarseggiare per molti settori. Ci siamo trovati di fronte a un fatto nuovo e inaspettato, la rottura delle filiere logistiche, e ci siamo accorti che le reti logistiche tradizionali, che abbiamo sempre considerato come una sorta di sistema nervoso del nostro mondo, non erano così affidabili come eravamo stati abituati a credere”.

Un altro forte driver di cambiamento è quindi rappresentato dalla sostenibilità, connaturata ai giovani nativi digitali che sono anche nativi sostenibili, molto attenti al tema delle filiere verdi, ossia non solo al fatto che i prodotti siano efficienti nelle prestazioni ma che siano anche realizzati in fabbriche che mettono la sostenibilità al centro. Finanche all’abitudine portata dall’esplosione dell’e-commerce, soprattutto con il covid, ad aspettarsi tempi di consegna molto stretti e veloci dei prodotti.

World Manufacturing Foundation Marco Taisch ridisegnare filiere settore manifatturiero podcast PTC“Da questo punto di vista le sfide stanno pertanto aumentando, facendo sì che la globalizzazione come l’abbiamo vissuta non esista più – continua Taisch -. Tutto questo porta con sé un’impellente necessità, soprattutto per l’Europa, di un ridisegno delle filiere produttive. Avere filiere molto lunghe significa infatti oggi esporsi a un rischio di rottura molto più alto in qualche anello della catena nel mondo. Accorciando la filiera il rischio diventa più basso. Nel ridisegno della geopolitica del manifatturiero si profilano quindi tre grandi regioni, che saranno l’Europa, le Americhe e l’Asia o il Sud-est asiatico, senza dimenticare l’India che sta crescendo come nuovo grande protagonista nel manifatturiero. Il rischio è che l’Europa rimanga schiacciata, tra gli Stati Uniti da un lato e la Cina dall’altro”.

L’Italia ha quindi un ruolo importante nello scenario globale, forte anche di una diversificazione dei settori industriali in cui il nostro Paese vanta eccellenze manifatturiere, posizionandosi in quel mondo del Made in Italy che nell’immaginario generale pertiene alle cosiddette tre A, abbigliamento, ovvero Moda, alimentare e arredamento. A queste in realtà, come sottolinea Taisch, si aggiunge una quarta A, che è quella della Automazione e della meccanica strumentale, che contribuisce in termini di PIL al 40-50% del totale nazionale.

“La nostra manifattura è quindi da esportazione, un export che va non solo nel mondo consumer ma anche nel B2B, come grandissimi produttori di macchine, impianti e beni strumentali – dice Taisch -. Questo ci pone al contempo in una posizione di forza ma anche al dover essere protagonisti di questo ridisegno delle filiere manifatturiere, che non possiamo non presidiare. Ridisegnare le filiere vorrà quindi dire reshoring, riportando le fabbriche vicino ai mercati, o in Paesi ‘amici’, secondo quello che alcuni chiamano anche friend-shoring“.

Le aziende italiane, e le PMI, in questo ridisegno delle filiere devono essere aiutate, dal punto di vista della cultura, di supporto e sensibilizzazione. A questo punta la campagna di ‘evangelizzazione del digitale‘ sostenuta dai podcast curati da PTC. A tale proposito, un report presentato al World Manufacturing Forum individua alcune raccomandazioni per il mondo manifatturiero, che Taisch elenca.

World Manufacturing Foundation Marco Taisch ridisegnare filiere manifatturiero report“Si tratta di suggerimenti, spunti di riflessione, iniziando con un invito a restare calmi, affinché non si vada da un estremo all’altro, passando da filiere lunghe con scorte ai minimi per implementare la lean, a filiere corte o troppo corte con scorte troppo alte – raccomanda Taisch -. Qui il rischio è che vi sia una reazione eccessiva da parte delle imprese, che devono invece mantenere la calma guardando al medio e lungo periodo. Un secondo suggerimento è di riprogettare tenendo conto non solo del fattore costo, ma avendo un approccio più omnicomprensivo, in cui la sostenibilità diventa un fattore fondamentale, ma anche la resilienza, e la velocità con cui eventualmente un domani possiamo ridisegnare queste filiere”.

“Un terzo consiglio è quello di entrare in una logica di transizione perenne – prosegue Taisch -: parliamo oggi di transizione digitale, transizione ecologica, io aggiungerei una transizione delle filiere. Nel senso di adottare un processo di miglioramento e ridisegno continuo di queste filiere, in cui costantemente si va ad aggiustare la logistica e dove si trovano i fornitori, in quanto il mondo evolve velocemente. Ciò comporta anche un ripensamento dei nostri prodotti, affinché siano più modulari, con componenti che possono essere sostituiti più velocemente diviene fondamentale. Contribuendo anche così a rendere più agile la catena degli approvvigionamenti”.

Ciò significa avere un nuovo mindset di prodotto, che sia sostenibile e snello, per cui diventa fondamentale anche avere delle tecnologie a supporto della continua riprogettazione del prodotto stesso. Tecnologie flessibili e digitali, puntando infine anche alla opportunità della sostenibilità, pensando a come rendere le filiere più circolari.

“Infine, per chiudere, importante è includere le PMI fin dall’inizio in questo ridisegno delle filiere, offrendo loro un’occasione di crescita del modello di business e delle competenze. Un tema concerne quindi le infrastrutture tecnologiche, perché ridisegnare comporta rilocalizzare impianti e stabilimenti, il che significa avere strade, avere banda larga, ma anche disponibilità di competenze, che rischia di divenire la vera materia prima scarsa del futuro”.

Italia 5.0 è il magazine sull’Industria 5.0: Competenze umane, sostenibilità e automazione avanzata.

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