Ecco come la Cina batte il coronavirus a colpi di Big data e AI
13/03/2020
coronavirus Cina AI big data Xi Jinping

Le misure di tutela e prevenzione per il contenimento del contagio da coronavirus stanno dando i loro frutti in Cina. Una vittoria che va imputata anche all’appello lanciato lo scorso mese da Xi Jinping alle aziende tecnologiche del Paese, a colossi come Alibaba, Baidu e Tencent. La risposta è stata pronta, mettendo in campo il meglio delle tecnologie di big data, intelligenza artificiale, robotica e dispositivi connessi per controllare e monitorare l’emergenza sanitaria da Covid-19.

Il Governo della Repubblica Popolare Cinese ha difatti potenziato il proprio sofisticato sistema di sorveglianza, che si avvale di circa 200 milioni di telecamere di sicurezza installate in tutto il Paese, utilizzandolo per far rispettare la quarantena ai pazienti infetti e mappare l’espansione del virus. L’uso di big data e AI ha fatto crescere esponenzialmente l’impiego di telecamere intelligenti capaci di individuare persone che non indossano mascherine sanitarie protettive, così come di rilevare casi di febbre grazie alla scansione termica in tempo reale.

Il software di rilevamento della temperatura contactless di SenseTime, una delle principali società cinesi che sviluppa tecnologie di AI, è stato implementato in metropolitane, scuole e centri pubblici di Pechino, Shanghai e Shenzhen. La stessa compagnia ha quindi sviluppato una piattaforma capace di effettuare il riconoscimento facciale, anche se una persona indossa una mascherina. Alle forze di polizia di Chengdu sono quindi stati dati in dotazione speciali caschi intelligenti, capaci di misurare a distanza la temperatura di chiunque, in un raggio di 15 metri.

Alibaba ha invece sviluppato un sistema di diagnosi del Covid-19 che sfrutta la AI: la soluzione impiega scansioni tomografiche computerizzate (ovvero mediante TAC) per rilevare nuove infezioni da coronavirus, garantendo un tasso di accuratezza fino al 96%. Il sistema effettua la diagnosi in 20 secondi, surclassando i tempi di attesa dei normali tamponi. Sempre di Alibaba è la app Alipay Health Code, adottata in 200 città cinesi e che utilizza i big data in possesso della Sanità cinese per individuare i potenziali portatori di virus. La app via smartphone assegna agli utenti un colore, verde, giallo o rosso, che indica se la persona può entrare in spazi pubblici, se ha problemi di salute o se deve restare a casa.

Simile il funzionamento anche della app Close contact detector, sviluppata da Tencent (realtà che sta dietro alla app di messaggistica WeChat, la più diffusa nel Paese) e che impiega codici QRcode per avvisare i cittadini se entrano in contatto con potenziali portatori del virus. Infine, anche se le drastiche modalità di raccolta e gestione dei dati e dei controlli aprono molti dubbi sulla tutela della privacy dei cittadini cinesi, un altro esempio di impiego della tecnologia per combattere l’epidemia da coronavirus in Cina è quello di China Mobile, principale operatore telefonico nel Paese, che ha condiviso con alcuni media i dati di spostamento dei propri utenti affetti dal virus, ad esempio dando informazioni sui loro movimenti su treni, metropolitane e supermercati, consentendo di tracciare in alcune città le possibilità di contagio.

Italia 5.0 è il magazine sull’Industria 5.0: Competenze umane, sostenibilità e automazione avanzata.

BRAND POST
Telmotor

Telmotor, azienda specializzata nell’Industry Automation ed Energy and Lighting Solutions, oggi sceglie di operare secondo un doppio binario: valorizzare le…