Se l’economia nazionale si consoliderà, la ripresa dell’industria e del suo indotto dovrebbero essere positive. L’automazione di fabbrica, in questi ultimi anni, sta correndo e le prospettive sono ancora ottime. Insomma, la fabbrica 4.0 è un argomento di grande interesse tra gli operatori del settore. Abbiamo chiesto l’opinione a Marino Crippa, head of digital factory di Bosch Rexroth (in foto).
“Investire nell’innovazione è assolutamente necessario per l’industria manifatturiera. Innovazione non solo di prodotto, ma anche di processo e, magari, anche modello di business. Oggi è necessario trasformare l’industria tradizionale nel manifatturiero digitale. Tra cinque/sette anni, ma forse prima visto la velocità di questo trend, la digitalizzazione sarà la caratteristica principale dei processi industriali”. E continua: “Sottolineo l’importanza dell’innovazione nono solo tecnologica ma soprattutto di processo. Investire esclusivamente in tecnologia, anche grazie agli incentivi governativi, sarebbe un errore. E’ necessario pensare a processi innovativi che possano rendere l’azienda più competitiva sul mercato e che sfruttino al massimo il potenziale tecnologico. Solo a questo punto è importante utilizzare la tecnologia per abilitare queste idee declinate nei processi, prodotti o servizi innovativi”.
Qual è allora il punto di partenza per innovare la fabbrica in ottica 4.0? “Non esiste un’unica ricetta – prosegue Crippa – ma possiamo individuare qualche regola, la prima è il buon senso dell’imprenditore o del dirigente di fabbrica. Non è necessario rivoluzionare l’azienda. Si deve pensare in grande, ma iniziare da piccoli progetti controllati con una logica evolutiva di ciò che si sta creando. Non sono necessari investimenti importanti. Insomma, l’industria 4.0 è un concetto universale ed è per tutti. E’ una rivoluzione democratica. Non è relegata a una nicchia di aziende privilegiate.
La fabbrica intelligente deve essere pensata secondo logiche modulari. Si inizia da un singolo dato per poi analizzare sistemi più complessi in un’unica piattaforma: dal robot, alle reti digitali, big data e macchine che imparano da sole”. Si va verso il trasferimento delle attività umane alle macchine. Quale sarà l’impatto sociale che l’industria intelligente avrà nel mondo del lavoro; porterà più o meno occupazione? “Industria 4.0 è un processo di cambiamento epocale che dovrà essere governato sia dalle imprese sia dalle Istituzioni. Penso che ci sarà una maggiore occupazione in senso assoluto, quando la trasformazione dell’industria sarà completata. Le competenze saranno differenti rispetto a oggi. E’ prevedibile un periodo di sovrapposizione tra competenze storiche e nuove professionalità. Ecco allora la necessità che prevedano misure per la gestione di questa fase”.