E’ stato pubblicato sul sito del MIUR il 14 luglio scorso un bando da 500 milioni di euro destinati a finanziare progetti di ricerca industriale nei 12 cluster nazionali del Piano nazionale della ricerca 2015-2020. Il bando mobiliterà una quantità almeno pari di investimenti privati, per un totale di almeno 1 miliardo di euro nel finanziamento di progetti che coinvolgono insieme imprese, università e centri di ricerca nello sviluppo di tecnologie innovative in linea con le 12 aree strategiche individuate dal Pnr.
In particolare, a Industria 4.0, salute, aerospazio e agrifood andranno 60 milioni di euro ciascuno, per un ammontare pari a circa la metà del bando. Il budget complessivo è di 497 milioni, ivi comprese le attività di valutazione e monitoraggio, e attinge alle risorse del Pon – Programma operativo nazionale del Miur (327 milioni) e del Fondo sviluppo e coesione (170 milioni). Di questi, 393 milioni sono destinati alle regioni del Sud, e 104 milioni al Centro-nord.

“Obiettivo principale di questo investimento – sottolinea Valeria Fedeli, ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca – è incentivare le collaborazioni tra pubblico e privato promuovendo la creazione di reti per la ricerca, di filiere nazionali che siano coerenti con le 12 aree di specializzazione intelligente scelte a livello nazionale”. In dettaglio, le aree di lavoro dei 12 cluster nazionali sono aerospazio; agrifood; blue growth; chimica verde; cultural heritage; design, creatività e made in Italy; energia; Fabbrica intelligente; mobilità sostenibile; salute; smart, secure and inclusive communities; tecnologie per gli ambienti di vita.
Possono presentare domanda di partecipazione pmi e grandi aziende, in forma singola e associata, università, enti di ricerca, altri organismi e le Pa che realizzino congiuntamente un progetto di ricerca industriale in una delle 12 aree. La domanda di partecipazione va presentata in forma di partenariato pubblico-privato, costituito da almeno un soggetto di diritto pubblico e da almeno un soggetto di diritto privato. In ogni partenariato deve inoltre partecipare almeno una pmi e almeno una università o ente di ricerca. Ogni soggetto proponente può partecipare a un massimo di due partenariati per ognuna delle 12 aree di specializzazione.

Le domande vanno presentate solamente in modalità telematica, mediante lo sportello Sirio, dal 27 luglio e fino al 9 novembre. Ogni progetto deve prevedere costi ammissibili tra un minimo di 3 milioni a un massimo di 10 milioni, e i progetti sono ammessi all’agevolazione in forma di ‘contributo alla spesa’ secondo questi termini: per ricerca industriale nel limite massimo del 50% dei costi, mentre per lo sviluppo sostenibile nel limite del 25%. Limite che può essere incrementato fino a un massimo del 50% per le pmi, del 40% per le grandi imprese e del 50% per tutti gli altri soggetti ammissibili.
L’avviso per il bando è pubblicato a questa pagina del Miur.
Di cluster nazionali e di supporto all’innovazione e alla ricerca industriale si parlerà anche all’evento Connected Manufacturing Forum, in programma il prossimo 26 ottobre a Milano.