La crescita del mercato della AI nel mondo è spinta da una molteplicità di applicazioni che stanno rivoluzionando i settori più disparati. Le infografiche realizzate dall’Unicusano studiano alcuni di questi, illustrando quali sono le applicazioni dell’intelligenza artificiale che già sono impiegate oggi in ambiti importanti come la salute e il benessere delle persone, la ristorazione e l’ospitalità e fino alla sfera della spiritualità.
Salute mentale e benessere: quando a rispondere è un algoritmo
La diffusione dei chatbot terapeutici è cresciuta del 42% in un solo anno, rendendo l’AI uno strumento sempre più presente nei percorsi di supporto psicologico. App e coach virtuali offrono assistenza 24/7, basandosi su elaborazione del linguaggio naturale e analisi emotiva. In contesti dove lo stigma o l’accessibilità limitano la possibilità di rivolgersi a uno psicologo, questi strumenti rappresentano una prima risposta, pur con importanti limiti etici. L’infografica di Unicusano evidenzia come il mercato dei chatbot per la salute mentale e la terapia è passata da 1,49 miliardi di dollari nel 2024 a 2,01 miliardi nel 2025 con una crescita del +35,2%. In cinque anni il suo valore supererà i 5 miliardi di dollari segnando una crescita media annua del 24%.
Il 31% degli Under 35, secondo i dati raccolti da Unicusano, ha parlato almeno una volta con un assistente terapeutico AI mentre il 59% dei giovani ricorre all’intelligenza artificiale per gestire ansia e stress. Così non deve stupire se in Italia, per esempio, un terapeuta su tre integra l’IA nei protocolli (Ipsico). Perciò, secondo le previsioni dell’ateneo telematico, entro il 2030 il 70% delle diagnosi sarà AI-assisted.

Tra vita e morte: l’AI nell’elaborazione del lutto
Dal 2020 al 2024 l’uso di chatbot e ologrammi funebri è passato dallo 0,5% al 10% nei funerali. Oggi, in alcuni Paesi, è possibile “interagire” con un defunto attraverso una replica generata da AI della sua voce e dei suoi gesti. Questo solleva delicate questioni legate all’identità, alla memoria e al consenso post-mortem. Non mancano di certo le curiosità: se in Giappone una startup ha lanciato un ‘pacchetto lutto’ dove si riceve una chiamata settimanale da un parente defunto, in Corea del Sud un’azienda ricorre all’AI e alla realtà virtuale per ricostruire l’immagine dei defunti consentendo così un ‘ultimo incontro’ ai parenti. Ma non solo, perché oggi le AI vengono utilizzare per scrivere discorsi funebri, scegliere la musica e inviare messaggi programmati post mortem. Esiste poi un software, ‘Rememory’, in grado di simulare voce e movenze dei defunti.
Spiritualità e fede nell’era digitale
Anche la religione è toccata dall’innovazione. Dal 2017 a oggi, oltre 20 località nel mondo (soprattutto in Asia) hanno introdotto robot-preti e liturgie supportate da AI. Figure come Mindar o BlessU-2 guidano cerimonie, offrono riflessioni spirituali e rispondono a domande esistenziali, sfumando il confine tra umano e artificiale. Secondo la ricerca di Unicusano, il 48% degli utenti è favorevole a pratiche spirituali AI-guidate tanto che, per esempio, il 28% dei giovani credenti ha usato un’AI per ricevere consigli spirituali.
