L’Italia si classifica come primo Paese per penetrazione del Fintech in Europa, secondo quanto si evince dal report ‘Analisi di mercato: sistemi di pagamento’ realizzato da Cross Border Growth Capital, advisor italiano per aumenti di capitale e operazioni di finanza straordinaria per startup e PMI.
Come illustra Andrea Casati, vicepresidente di Growth Capital, il mercato del fintech continua quindi a registrare una crescita esponenziale a livello globale, toccando un valore delle transazioni di 7.528,2 miliardi di euro nel mondo e in crescita annua Cagr attesa del +15,3% tra 2020 e 2025.
“Il fatturato del settore nel 2021 è salito a 143 miliardi di euro – riporta Casati -, e gli investimenti raccolti hanno toccato quota 121,5 miliardi. La crescita del settore è trainata dal personal finance, in aumento del +22,8%, e dai pagamenti digitali, +14%, che nel 2021 hanno in particolare registrato transazioni complessive per 5.921,5 miliardi di euro. Un valore che prevediamo in aumento a 9.318,5 miliardi entro il 2025. I pagamenti peer-to-peer, ossia senza transazioni commerciali sottostanti, hanno raggiunto un valore di 1.964 miliardi, con previsione di crescita a 9.259 miliardi nel 2030″.
Il Fintech si configura quindi come il primo settore in Italia per raccolta di investimenti, con importanti round di finanziamento che nel 2021 sono stati chiusi dalle startup Fintech italiane, ovvero Soldo (153 milioni), Scalapay (132 milioni) e Satispay (93 milioni). Un trend che continua anche nel 2022, apertosi con sei round di dimensione superiore a un milione di euro nei primi due mesi dell’anno, tra cui quelli di Scalapay (188,1 milioni) e Moneyfarm (53 milioni).
“L’Italia presenta un ecosistema Fintech a grande potenziale per quanto ancora parzialmente acerbo – commenta quindi Casati -. I dati che abbiamo raccolto ci mostrano però tre direzioni di crescita e innovazione per trainare in avanti il settore: prelievi e versamenti, pagamenti digitali, e servizi bancari digitali. Secondo lo studio, il 51% degli italiani utilizza attivamente servizi Fintech e il 68% è identificato come conoscitore passivo, il doppio rispetto a quanto rilevato nel 2015 (35%)”.
Gli ultimi dati disponibili per prelievi, versamenti e bonifici in Italia, riferiti al 2019, parlano quindi di prelievi effettuati da sportello automatico per 202 miliardi di euro, per 1.011 milioni di operazioni Atm del valore medio di 200 euro a operazione. Numeri elevati contrapposti allo stesso calo di Atm e filiali bancarie, che tra 2015 e 2020 sono passati da 43.349 a 40.462. Una decrescita che apre nuove opportunità a servizi di prelievo e versamento presso punti alternativi (o merchant), tra cui figura PayDo, startup nata nel 2016 che offre servizi di incasso e pagamento sicuri a supporto di banche, istituti di pagamento e di moneta elettronica, così come delle corporale e di clienti privati. Crescono quindi i bonifici in Italia, ma con valore individuale minore: transazioni al 2020 per 6.436 miliardi di euro, per complessive 1.585 milioni di operazioni.
Considerando la sola popolazione digitale (ossia chi ha utilizzato internet durante gli ultimi 30 giorni), il dato di penetrazione del Fintech in Italia si mostra quindi particolarmente positivo, toccando l’87% e posizionando il paese al primo posto in Europa.
“Tale dato è di fondamentale importanza per indirizzare le banche di stampo tradizionale nella competizione con le NeoBank, o banche online – spiega ancora Casati -. La partita del futuro si giocherà infatti sull’abilità di un servizio finanziario di attrarre un pubblico sempre più giovane e smart. E, verosimilmente, questo sceglierà sempre la soluzione più tech. Il gap si avvertirà però anche ambito corporate: un lato della partita sarà giocato dal mondo business. Quindi le corporate, potenziali clienti di servizi offerti dalle banche tradizionali che potrebbero preferire soluzioni smart e digitali. In tale ottica, un servizio come quello offerto da PayDo ha la possibilità di attrarre sia il consumatore finale che le aziende”.
Infine, ha annunciato il proprio ingresso nel mercato italiano la fintech iBanFirst, con l’apertura di un ufficio a Milano e l’obiettivo di espandere il proprio business e assumere oltre 30 specialisti nel periodo 2022-2024. Fondata a Parigi nel 2013, iBanFirst è un fornitore globale di servizi finanziari che offre alle PMI soluzioni su misura per la gestione di incassi e pagamenti internazionali, tra cui il lancio nel 2021 di Paymet Tracker, servizio di tracciamento dei pagamenti in tempo reale che punta a stabilire nuovi standard di trasparenza per il settore.