ITALIA 4.0_2021

20 ITALIA 4.0 2021 soltanto segno di una inguaribile paura della scienza e del futuro: sono anche il frutto di una scarsa capacità di spiegare l’innovazione e di af- frontare in modo pacato e razionale i problemi che ogni cambiamento porta con sé”. Questo è vero per i grandi problemi come per quelli me- no appariscenti: l’accettazione dell’innovazione non è solo un problema di marketing nel senso stretto del termine, ma è anche il frutto di una riflessione più ampia cui anche la cultura filoso- fica e in generale umanistica può contribuire se si libera dai panni vetusti della ‘saggezza’ e si immerge effettivamente in un dibattito aperto e ricco di problemi. Pensiero e soft skill Le nuove generazioni di laureati in materie umanistiche possono avere un ruolo nell’indu- stria altamente tecnologica e automatizzata? L’importanza delle soft skill, capacità di pro- blem solving, fare rete, flessibilità, empatia, ascoltare l’interlocutore, doti comunicative, possono essere la marcia in più del capitale umano? “Credo che possa esserci un ruolo per i filosofi nell’industria oggi – afferma Spinicci -. Ogni anno, laureiamo molti giovani e alcuni sono davvero molto brillanti: hanno imparato a comprendere problemi complessi, a mettere in relazione linguaggi teorici differenti, sanno organizzare le proprie idee in modo ordinato e controllabile e hanno fatto della chiarezza concettuale la loro divisa. Hanno acquisito nel corso del loro studio una visione ampia dei pro- blemi e sanno far dialogare tra loro diverse pro- spettive”. E continua: “A queste capacità, che caratterizzano i nostri migliori studenti, abbia- mo cercato in questi ultimi anni di affiancare una maggiore consapevolezza della specificità tecnica dei problemi. Spesso si ritiene che i fi- losofi in azienda siano come centometristi che riescono a correre con successo i primi ottanta metri, ma che poi si perdono poco prima di arri- vare al traguardo perché non hanno le compe- tenze tecniche che sono richieste per lavorare nei più diversi ambiti. Anche se si tratta di una difficoltà che non può essere del tutto risolta nell’ambito universitario, stiamo cercando in questi ultimi anni di affrontarla, in due direzio- ni diverse. La prima: la filosofia è diventata per molti versi una disciplina specialistica e questo fa sì che i nostri studenti abbiano imparato a coniugare l’ampiezza delle prospettive con la durezza e la specificità dei problemi trattati. La seconda: almeno a Milano, stiamo cercando di predisporre percorsi post laurea che consen- tano ai nostri laureati di acquisire quelle cono- scenze che potranno essergli utili nel mondo dell’impresa. Certo, un filosofo in azienda può sembrare fuori luogo, ma io credo che talvolta possa essere un colpo di testa che vale la pena concedersi”. Cosa dire Le innovazioni oggi nascono essenzialmente da un lavoro di squadra. Un gruppo di persone che con specializzazioni differenti possono portare al successo un’impresa: tecnici, umanisti, creati- vi e amministrativi. La fabbrica intelligente ha bisogno del capitale umano, cioè di lavoratori altamente specializzati in grado di farla funzio- nare al meglio. Il manifatturiero basato sulla co- noscenza diventerà la base della nuova econo- mia e della nuova manifattura. Se da un lato è vero che l’automazione, nel suo significato più generico, supporta, e in vari casi sostituisce, l’at- tività umana questo non significa che l’operato- re non sia più necessario alla produzione e tutti i processi a essa collegati. Anzi, è vero l’opposto. Solo che le competenze richieste sono molto diverse. Ed è proprio per questo motivo che la formazione riveste un ruolo strategico nello sviluppo della smart factory. La rivoluzione digi- tale e green possono e devono essere un’oppor- tunità di crescita per tutti. Sarà necessario per molti addetti una nuova formazione diffusa, in ambito scolastico e lavorativo. Per fare ciò biso- gna rendere più accessibile a tutti una risorsa che arricchisce in funzione del suo utilizzo: la conoscenza e il pensiero critico. @gapeloso Le innovazioni oggi nascono essenzialmente da un lavoro di squadra. Un gruppo di persone che con specializzazioni differenti possono portare al successo un’impresa. (Foto Gerd Altmann e StockSnap da Pixabay) Digitalizzazione, sostenibilità e competenze: sono i pilastri che definiscono lo scenario che verrà. Robot, ambiente e uomo avranno un unico percorso.

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