Blockchain e Fintech, Italia all’inseguimento
di Marco Zambelli - 17/07/2017
blockchain fintech Italia cmforum

Crescono anche in Italia gli investimenti in startup Fintech e Blockchain, ma il nostro Paese è in ritardo nell’adozione di nuove tecnologie per la gestione di transazioni finanziarie in logica distribuita e senza intermediari, grazie alle criptovalute. Lo rivela la ricerca dell’Osservatorio Digital Finance della School of Management del Politecnico di Milano, secondo la quale solo il 18% degli istituti bancari tradizionali italiani fa uso di sistemi tecnologicamente avanzati, e solo il 40% dei rimanenti sta valutando di investire in tecnologie innovative.

L’Italia presenta quindi un ritardo nell’applicazione della blockchain ai servizi bancari e governativi: uno studio condotto per il Parlamento Europeo da Phillip Boucher mostra l’Estonia quale Paese tecnologicamente più avanzato in questo campo, seguita da Svezia e Danimarca, che grazie alla blockchain hanno eliminato quasi totalmente i contanti nelle transazioni finanziarie, mentre la Banca Centrale Svedese sarebbe già pronta a lanciare ‘e-crown’, prima cripto valuta nazionale. Questo mentre in Italia l’83% delle transazioni avviene ancora in cartamoneta, con una forte resistenza di natura culturale all’adozione di modelli tecnologici avanzati. Fintech e blockchain potrebbero invece svolgere un importante ruolo nello scenario europeo post Brexit, soprattutto per una città come Milano, che dovrà essere pronta anche sul fronte dei modelli di innovazione digitale nella finanza per competere con Francoforte, Parigi e Lussemburgo nell’attrarre i grandi gruppi della finanza internazionale in fuga da Londra.

La strada per colmare il divario è però già stata imboccata: le grandi banche italiane starebbero infatti creando incubatori di idee per seguire il trend tecnologico nato nei Paesi anglosassoni, mentre da un’indagine svolta dal Tavolo di lavoro blockchain & distributed ledger, all’interno dell’Osservatorio Startup Intelligence del PoliMi, risulta che le startup italiane attive in quest’ambito hanno ottenuto 1,2 miliardi di dollari di finanziamenti, con applicazioni soprattutto in ambiti Finance e Virtual currency ma con anche altre innovative diramazioni.

blockchain fintech startup

Rappresentando un protocollo sicuro, trasparente e autonomo per effettuare transazioni all’interno di un sistema di nodi distribuiti, e senza intermediari, la blockchain è infatti di ispirazione per la creazione di altre criptovalute e database distribuiti, utilizzabili ad esempio per innovare la gestione della supply chain, dei bandi pubblici o per applicazione nell’impiego sicuro dei dispositivi IoT. Nell’ecosistema di startup italiane spiccano quindi alcuni nomi che offrono già servizi di acquisto, custodia e utilizzo di bitcoin (Coinbase, Conio, BitBoat e InBitcoin), sistemi di autenticazione basati su blockchain per la gestione di identità digitale e certificazione di singoli attributi per dispositivi IoT (Uniquid), per la gestione della tracciabilità delle informazioni relative ai prodotti lungo la filiera dell’industria alimentare (Foodchain) e fino allo scambio di energia rinnovabile peer-to-peer all’interno di comunità di prosumers privati senza bisogno di intermediari (Dajie), riducendo la complessità di gestione delle micro-grid.

Di blockchain, IoT e sicurezza e innovazione nelle supply chain per il manifatturiero si parlerà anche al Connected Manufacturing Forum, in programma il prossimo 26 ottobre a Milano.

Italia 5.0 è il magazine sull’Industria 5.0: Competenze umane, sostenibilità e automazione avanzata.

BRAND POST
Telmotor

Telmotor, azienda specializzata nell’Industry Automation ed Energy and Lighting Solutions, oggi sceglie di operare secondo un doppio binario: valorizzare le…