L’imbarcazione stampata in additivo più grande al mondo è stata realizzata dall’Università del Maine grazie alla stampante 3D MasterPrint, sviluppata dalla divisione Machine Tools del Gruppo Camozzi, che riunisce Ingersoll, con sede negli USA, e Innse-Berardi. La stampante è in grado di produrre in additivo pezzi compositi di grandi dimensioni, fino a 16 metri in lunghezza, 2,5 in altezza e larghi oltre cinque metri, e nasce dalla collaborazione tra diverse eccellenze, tra cui l’Oak Ridge National Laboratory, per lo sviluppo di materiali compositi più sostenibili, e Berkeley.
Negli allestimenti più complessi, la stampante MasterPrint può anche arrivare a un costo di 10 milioni di euro, e ciononostante il Gruppo ha già venduto cinque impianti, tra cui quello per l’Università del Maine, lungo 18 metri e largo 7, e altre commesse sono in corso di realizzazione. La tecnologia apre una varietà di nuove possibilità, potendo realizzare pezzi finiti di grandi dimensioni senza ricorso a prototipi, fattore che ha consentito di realizzare in sole 72 ore l’intera imbarcazione, lunga 7 metri e del peso di due tonnellate, laddove le tecniche di produzione tradizionali avrebbero richiesto settimane.
La tecnologia additiva estende quindi i suoi vantaggi anche nelle fasi di progettazione grazie all’impiego di un digital twin, che consente di testare il prodotto in corso d’opera. La maxi-stampante lavora in più fasi, partendo dallo stampo a estrusione e attivando quindi dei mandrini che effettuano le necessarie lavorazioni. Vengono quindi cambiate le teste, selezionando quelle che depositano il materiale, fibra di carbonio nella fattispecie.
“Si tratta di un successo di gruppo – spiega Lodovico Camozzi, presidente del Gruppo Camozzi -, in quanto stiamo cercando di mettere a fattor comune ogni sviluppo tecnologico portato dalle diverse unità, creando una sorta di libreria a cui ogni nostra azienda possa accedere. La piattaforma cloud impiegata per la gestione remota, ad esempio, è stata realizzata a Brescia. Made in Italy saranno quindi anche il 25% dei componenti della MasterPrint che entro un anno porteremo nel nostro Centro ricerche Camozzi di via Rubattino a Milano, vera palestra per nuovi ricercatori e applicazioni innovative grazie all’accordo di collaborazione con il Politecnico di Milano”.
Il risultato ottenuto nella produzione della prima imbarcazione realizzata in additivo in soli tre giorni apre quindi scenari interessanti anche nel settore aeronautico, per la produzione di parti di fusoliera o ali che oggi vengono realizzate in leghe particolari richiedendo mesi di lavoro. Parti hi-tech che in futuro potrebbero invece essere prodotte sfruttando la tecnologia additiva per grandi formati di Camozzi.