Nella situazione di grave emergenza generata dal covid-19, le imprese per reagire hanno bisogno di ragionare come delle start-up. A sostenerlo è Enrico Noseda, chief innovation advisor di Cariplo Factory, secondo cui servono soprattutto capacità di innovare e utilizzo di nuove tecnologie.
Secondo Noseda, la crisi di un virus che cresce in maniera esponenziale diventa infatti un’opportunità per stimolare la creatività e il cambiamento: “Sebbene le preoccupazioni siano grandi, dobbiamo cogliere il lato positivo della situazione: oggi siamo costretti a metterci in gioco, a sperimentare soluzioni nuove. Fare resistenza è controproducente, meglio provare, in un certo senso anche rischiare, con la consapevolezza che anche gli errori ci aiuteranno a crescere. E fare notevoli passi avanti in termini di innovazione. È inutile girarci intorno, accelerare l’approccio al digitale è l’unico modo per garantire la sopravvivenza di molte aziende. Chi riuscirà a farlo, seppure forzato da agenti esterni, uscirà dalla crisi più forte di prima e pronto ad affrontare e superare nuove sfide”.
La crisi deve così diventare occasione per stimolare creatività e cambiamento, ricorrendo a strumenti per cambiare il modo di lavorare che il mercato offre già in quantità e varietà. Tanti sono i validi strumenti che il chief innovation porta ad esempio, come Bandyer, soluzione di comunicazione e collaborazione integrata che consente di vivere l’uffcio da casa, o Yobstech, portale che semplifica i colloqui di lavoro utilizzando l’analisi delle videocomunicazioni per trarre utili informazioni sui candidati. Così come House264, che supporta la realizzazione di eventi digitali con streaming e produzioni video interattive.
Fattureincloud permette invece alle aziende di gestire da remoto tutta la propria contabilità, mentre Fluida digitalizza i processi di gestione del personale e dei collaboratori esterni, gratuita fino a 10 dipendenti. Anche sul fronte didattico non mancano certo gli strumenti, come Redooc, piattaforma di formazione a distanza dedicata alla matematica per studenti, dalla scuola primaria all’Università, o Uniwhere, efficace soluzione che aiuta gli studenti universitari a ottimizzare il loro percorso accademico. La start-up di Reggio Emilia ForTune, infine, propone una piattaforma di podcast con mini-storie di qualità dedicate all’argomento scelto dall’utente.
Alla base serve però un diverso approccio culturale, con un cambio di paradigma che parte da un nuovo rapporto di fiducia tra impresa e dipendente, che valuti la qualità del lavoro in base ai risultati, e non alle ore passate alla scrivania. E’ infatti innegabile che, pur sotto la spinta di un’emergenza inusitata, il modo di fare impresa sta cambiando radicalmente.
“Si tratta di una rivoluzione che disegna con chiarezza due traiettorie – dice Noseda -: la prima mostra le aziende proiettate verso il futuro (la vera natura di una start-up), la seconda quelle che scelgono di restare ferme. Quando avremo superato questo delicato momento, chi avrà avuto il coraggio di portarsi avanti sfruttando la tecnologia e cambiando la cultura aziendale avrà un consistente vantaggio competitivo rispetto a chi ha semplicemente cercato di limitare i danni. Le aziende che avranno la forza di restare concentrare sulle loro priorità senza tagliare gli investimenti in innovazione riusciranno a ribaltare il paradigma e fare di questa crisi una grande opportunità”.
Infine, una particolare riflessione in merito alla cultura dell’errore: senza errore, infatti, non esiste cambiamento, non ci sono innovazione né progresso. “La cultura dell’errore ha fatto diventare grandi tante start-up, da Google a Facebook a Tesla – spiega Noseda -. Prendere decisioni in fretta per cogliere un’opportunità può indurre in errore: non può e non deve essere un problema, ma un’altra occasione di apprendimento. Se mi muovo veloce non posso che fare errori, questo però mi insegnerà qualcosa che mi permetterà di continuare a muovermi velocemente, facendo un po’ meno errori. E così via, avviando un circolo virtuoso che permette di operare a una velocità superiore agli altri. ‘Se tutto è sotto controllo, stai andando troppo piano’: lo diceva il pilota di Formula 1, Mario Andretti. Uno che di successi e di velocità se ne intendeva. È un modo efficace per rappresentare la cultura da start-up che tanto farebbe bene alle aziende italiane”.
Più di tutto, in questo momento, serve la visione e il coraggio per andare avanti, conclude Noseda. Indietro, ci siamo già stati.