AMR, Boaglio di MiR traccia i futuri scenari di sviluppo
24/12/2021
MiR AMR robot mobili autonomi Boaglio

Logistica e intralogistica sono tra gli ambiti che più stanno vivendo la trasformazione digitale e di Industria 4.0. Qui la convergenza tra IT e OT rappresenta un fondamentale passo avanti insieme all’implementazione di robotica e automazione: un accurato tracking delle operazioni automatizzate consente infatti di recuperare dati preziosi da utilizzare per la presa di decisioni strategiche, su una varietà di fronti.

Tra le tecnologie che meglio stanno rispondendo alla crescente domanda di livelli di autonomia e flessibilità vi sono sicuramente gli AMR, tecnologia sviluppata dai robot mobili autonomi di Mobile Industrial Robots (MiR) che non solo consente di sollevare il personale dallo svolgimento di compiti pesanti e ripetitivi, ma anche di innalzare il livello di sicurezza operativo nelle aree logistiche.

“La strada da percorrere per migliorare ulteriormente la tecnologia applicata agli AMR è tuttavia ancora lunga – afferma Davide Boaglio, area sales manager per l’Italia di MiR -, al fine di poter loro conferire la massima funzionalità in termini di poteri decisionali riguardo agli itinerari da percorrere, la possibilità di riuscire a comandare dispositivi a distanza e molto altro. Tutto questo rappresenta una sfida per tutti i produttori di robot mobili, noi di MiR compresi, poiché occorrerà lavorare molto sia sull’hardware che sul software. Senz’altro nei prossimi anni vedremo AMR in grado di operare indifferentemente all’interno e all’esterno nelle aree logistiche, e per questo continuerà la ricerca e sperimentazione di nuove tipologie di sensori, radar e scanner nonché interventi sulla meccanica vera e propria degli AMR”.

Tra le ragioni della crescente adozione degli AMR, grande contributo ha dato certamente il cambiamento avvenuto nel concetto di robotica e automazione, che per anni è stato interpretato come affidamento al robot di mansioni svolte in precedenza dall’uomo ma con un approccio ‘isolato’. Le profonde trasformazioni in campo produttivo e l’esigenza di avere processi sempre più lean e flessibili hanno in seguito ridisegnato i requisiti della robotica moderna.

“Negli ultimi anni il concetto base della robotica industriale è stato reinterpretato attraverso un preciso pensiero di aggregazione: uomo e robot insieme e non più separati – spiega quindi Boaglio -. Non a caso il termine ‘collaborativo’ (cobot) è oramai entrato nel nostro vocabolario. Collaborativo significa l’esigenza di consolidare il rapporto di coesione uomo-macchina, fattore che ha assunto in breve tempo peculiarità fondamentali. Con questa nuova visione, il concetto di robot mobili è stato profondamente trasformato dalle tecnologie di ultima generazione: sistemi di navigazione e di visione talmente innovativi che hanno permesso di evolvere il robot facendolo diventare completamente autonomo e, conseguentemente, di inserirsi agevolmente nel lavoro quotidiano dei colleghi umani, svolgendo compiti noiosi, ripetitivi ma anche pericolosi”.

Il grado di sviluppo tecnologico già ad oggi raggiunto dagli AMR consente loro di assicurare livelli di sicurezza, affidabilità, precisione e flessibilità che anche solo dieci anni fa sarebbero stati difficili da immaginare. Concetti che hanno infatti trovato nella tecnologia lo strumento ideale per rendere concreto il nuovo concetto di robotica industriale, in tutte le sue sfaccettature.

“Ciò che è logico aspettarsi per il futuro sarà di avere robot sempre più perfezionati dal punto di vista delle prestazioni e capacità – prosegue il sales manager -. La continua evoluzione dei sistemi di visione, di sensoristica e di rilevamento ha ancora un ampio margine di sviluppo e non bisogna dimenticare i sempre più sofisticati algoritmi dell’AI. Questi aspetti possono essere tradotti in un AMR di nuova generazione che non solo sarà in grado di assolvere i compiti assegnati ma, ad esempio, potrebbe essere di aiuto ai colleghi umani migliorando il benessere sul posto di lavoro attraverso il monitoraggio del loro stato di salute così come il controllo degli ambienti circostanti per la prevenzione dei rischi“.

A evidenziare la presenza crescente della robotica nella logistica industriale sono i dati dell’ultimo report IFR, secondo cui il numero di robot dedicati alle diverse applicazioni in ambito logistico cresce in modo significativo, con un aumento di oltre il 30% nel biennio 2021-23. Con un passaggio dalle circa 80 mila unità di robot installati nell’industria nel 2019 alle 120 mila dello scorso anno, per giungere infine a 160 mila unità nel 2021. Tuttavia, per gli AMR il campo d’azione non è limitato al solo utilizzo industriale; basti pensare che negli ambienti pubblici la percentuale di crescita sarà ancora maggiore, attestandosi al 40%, in virtù della proliferazione di servizi vari assolti dagli AMR (primo fra tutti quello della sanificazione).

“È poi necessario prendere in considerazione anche un altro aspetto fondamentale – dice infine Boaglio -: la crisi pandemica ha accelerato in maniera esponenziale la domanda di servizi di e-commerce per qualsiasi tipo di bene (ad esempio GDO ed FMGC). Lo scenario futuro vedrà senz’altro un ulteriore crescita della richiesta e pertanto allo scopo di consolidare una filiera di questo tipo, in grado di sostenere tutte le future richieste, sarà necessario disporre di nuovi hub logistici. Secondo una ricerca condotta da Interact Analisys, entro il 2025 si prevede la realizzazione di almeno 30.000 fra nuovi hub e magazzini logistici che saranno predisposti secondo il modello di logistica automatizzata. La proliferazione di robot mobili autonomi all’interno dei settori produttivi, così come nell’e-commerce è ancora agli inizi e senz’altro si possono auspicare ampi margini di crescita nei prossimi anni. Nonostante i robot autonomi siano già entrati a far parte del nostro vivere quotidiano, nel prossimo futuro potremo apprezzare AMR sempre più multitasking con livelli di affidabilità, flessibilità e performance fino a oggi difficili da immaginare”.

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