Si è tenuto nella sede di Anima lo scorso 11 febbraio un incontro per fare chiarezza sulle nuove misure e i meccanismi di incentivazione alle aziende nel 2020 previsti dalla legge di Bilancio e dal piano Transizione 4.0. A illustrare il passaggio dalle misure introdotte dal precedente Piano nazionale Industria 4.0 ai nuovi strumenti del piano Transizione 4.0 è stato Marco Calabrò , direzione generale per la politica industriale, la competitività e le PMI del Mise.
Tra le novità più salienti figurano nuove aliquote e la sostituzione di super e iper ammortamento con il credito d’imposta, che sarà l’unico strumento di accesso alle agevolazioni, con intensità crescente. La programmazione della misura è valida per il triennio 2020-2022. Il piano prevede in particolare:
- automatismo delle misure e zero limiti alle compensazioni
- anticipazione del momento di fruizione del beneficio, per cui il credito fiscale è compensabile a partire già da gennaio dell’anno successivo all’investimento
- incentivazione maggiorata per le competenze, l’economia circolare, il software e i sistemi IT
- minore incertezza applicativa e semplificazione normativa
- estensione del Credito d’imposta Ricerca e Sviluppo anche agli investimenti in innovazione e design
- accesso all’incentivo sui beni immateriali dell’Allegato B non più vincolato all’acquisto di beni materiali compresi nell’Allegato A
Il nuovo credito d’imposta introduce così delle novità sulle spese in R&S, estende l’incentivo agli investimenti in Innovazione e Design e mira alla valorizzazione delle competenze, dando maggior peso alle spese per il personale rispetto a quelle per i macchinari. Infine, la sostituzione del metodo di calcolo incrementale con il metodo volumetrico è prevista con le seguenti modalità:
- 12% per ricerca e sviluppo fino a 3 milioni di euro
- 10% per progetti Green e trasformazione digitale 4.0 fino a 1,5 milioni di euro
- 6% per innovazione fino a 1,5 milioni di euro
- 6% per design fino a 1,5 milioni di euro
- periodo di compensazione pari a 3 anni
“Siamo partiti dal dato preoccupante degli investimenti in calo nel 2019, e dalla consapevolezza che ben poche imprese potessero accedere all’iperammortamento: 43.000 ne hanno fatto richiesta, di cui solo 95 per investimenti superiori ai 10 milioni di euro – ha spiegato Calabrò durante il suo intervento per illustrare il nuovo pacchetto di misure -. Super ammortamento e iper ammortamento sono quindi stati tramutati in credito d’imposta, con modalità di accesso molto simili: chi poteva accedere alle due precedenti misure, sarà in possesso dei requisiti per le agevolazioni previste dal nuovo credito d’imposta. Queste misure avranno continuità nel tempo, ma potranno subire qualche modifica”.