Secondo l’ultima rilevazione elaborata da IoT Analytics, Stato dell’IoT e uno sguardo a breve termine sul mercato, il segmento IoT ha avuto un’accelerazione inattesa nel primo semestre 2018, portando a quota 7 miliardi i dispositivi IoT attualmente in uso nel mondo. Fornitori di software IoT, cloud e servizi hanno ampiamente superato le previsioni di fatturato, con Microsoft Azure e Amazon AWS rispettivamente a +93% e +49%. A crescere sono però stati anche player minori, come C3IoT, che ha registrato un aumento di fatturato del 60%.

Nel complesso, il numero di dispositivi connessi in uso nel mondo sale a 17 miliardi. La crescita della connettività a livello globale è spinta principalmente dai dispositivi IoT, sia sul fronte consumer che nell’industria, e i dispositivi IoT dovrebbero toccare quota 20 miliardi nel 2020 e i 22 miliardi nel 2025. Il mercato globale dell’Internet of Things, inteso come spesa di end-user in soluzioni IoT, è quindi previsto in crescita del 37% nel 2018 sul 2017, a quota 151 miliardi di dollari. Data l’accelerazione registrata nella prima metà dell’anno, IoT Analytics rivede quindi al rialzo il trend di crescita del mercato globale IoT, che dovrebbe così raggiungere i 1.567 miliardi di dollari nel 2025.

Variegato è quindi il panorama rispetto alle tipologie di connessione più impiegate:
- La maggior parte di dispositivi IoT impiega connessioni con tecnologia WPAN (wireless personal networks) a corto raggio, la cui copertura in genere non supera i 100 m. In questa tipologia rientrano anche le connessioni Bluetooth.
- Altra grande tipologia impiegata è la WLAN (wireless local area network), che arriva a coprire fino a 1 km. Qui rientra il cosiddetto Wi-fi, in forte crescita grazie a assistenti domestici, smart TV e casse smart, ma anche a configurazioni industriali.
- Una grossa porzione nella crescita del numero di dispositivi IoT è però legata alle connessioni in LPWAN, Low-power wide area networks. Le stime entro il 2025 sono di oltre 2 miliardi di dispositivi connessi con questa tecnologia, che offre una copertura massima fino a 20 km ed elevata durata della carica.
- Altra tipologia molto diffusa, anche se spesso non vi si pensa parlando di IoT, sono le connessioni cablate, a cui si continuerà a fare ricorso anche nei prossimi anni, impiegate ad esempio nel caso di tecnologie fieldbus e ethernet, rappresentando una opzione a basso costo e altamente affidabile.
- Sul fronte delle tecnologie 2G, 3G e 4G, per molto tempo le uniche opzioni per connessioni remote, l’avanzare della LPWA e l’avvicinarsi del 5G faranno perdere quote di mercato alle tradizionali connessioni cellulari.
- Il 5G promette infine di aprire una nuova era nella connettività, e seppure nel 2018 la tecnologia sia ancora in via di sviluppo, il 5G è fortemente sostenuto dai governi, in particolare modo dalla Cina, che vede nell’adozione del 5G un asset strategico per ristabilire un equilibrio nell’innovazione tecnologica con Stati Uniti ed Europa. Negli USA, in particolare, la prima rete 5G pre-standard offrirà servizi in FWA – fixed wireless access, a utenti residenziali e a piccole imprese già dalla fine di quest’anno.
Lo studio analizza infine alcuni dei trend che attraversano il mercato globale dell’IoT, tra i quali compaiono l’integrazione edge-to-cloud, la connettività TSN e le sperimentazioni IoT & blockchain. La ricerca sottolinea inoltre come vi sia a una tendenza tra i fornitori di cloud a sviluppare una propria offerta hardware cloud-ready, al fine di migliorare l’interoperabilità e le performance tra dispositivi IoT e i dati che vengono raccolti e analizzati nei cloud pubblici e privati. Fornitori di cloud come Microsoft, Amazon e Google hanno tutti di recente annunciato la prossima disponibilità di hardware proprietario.