Automotive e aerospace nel Competence Center torinese
19/04/2018
Competence Center Politecnico Torino

Saranno automotive e aerospazio le due aree di specializzazione previste nel progetto per il Competence Center Industria 4.0 capitanato dal Politecnico di Torino. In particolare, come spiega il rettore del PoliTo Marco Gilli, sono stati creati tre centri interdipartimentali focalizzati su additive manufacturing, mobilità – ovvero veicoli elettrici, macchine a guida autonoma o con sistema aeronautico – ed energia, e che coinvolgono tutti i dipartimenti dell’ateneo.

E’ stato quindi creato un grande centro di big data e data science, risorsa indispensabile per l’applicazione di tecnologie digitali avanzate nel settore industriale. Il PoliTo farà da capofila del competence center, con l’Università di Torino che da parte sua metterà a disposizione le proprie competenze in fatto di intelligenza artificiale, materiali, chimica e computer science. Come previsto dal bando per i centri, verrà quindi fatta la manifestazione di interesse, e il piano prevede inoltre la partecipazione di grandi imprese che già da tempo collaborano con l’ateneo, ossia General Motors, FCA, Thales Alenia e General Electric Avio.

“Nel nostro campus di Torino -spiega infatti Gilli – abbiamo un centro GM sui motori diesel, di ricerca e sviluppo e ingegneria, con 700 dipendenti”, centro che sarà probabilmente destinato a diventare il quartier generale europeo del colosso americano. Oltre poi alla naturale collaborazione con FCA, che nel capoluogo piemontese ha la propria sede, il rettore cita anche la collaborazione molto forte con General Electric Avio nel manifatturiero avanzato, in particolare nell’additive manufacturing, con laboratori congiunti per la produzione con stampa 3D dei motori degli aerei.

Competence Center Marco Gilli Politecnico di Torino

Il competence center declinerà quindi tutte e tre le attività previste dal bando, ovvero orientamento, formazione e lo sviluppo di progetti di innovazione. Per quanto concerne la formazione, l’offerta sviluppata dall’ateneo è già ampia e strutturata, con master, finanziati anche dalla Regione Piemonte, e percorsi curricolari in Industria 4.0 su informatica, meccanica e ingegneria dei materiali. Ulteriore scommessa dei competence center sarà quindi sviluppare percorsi di lavoro congiunto con gli Its, per creare competenze specializzate necessarie alle imprese, non solo a livello alto ma anche nelle figure intermedie, equivalenti a un diplomato delle Fachhochschulen tedesche. Il centro darà supporto quindi alle aziende, PMI soprattutto, in fase di orientamento, per aiutarle a capire in cosa consistano le nuove tecnologie abilitanti e se convenga loro valutare un investimento.

Il competence center fungerà infine da struttura che mette a disposizione competenze alle aziende che intraprendano percorsi di ricerca avanzata con specifici progetti di innovazione tecnologica, che potranno seguire la fase di orientamento. Il rettore si dice in proposito abbastanza ottimista riguardo alle potenzialità di trasformazione che le nuove tecnologie possono portare all’industria italiana, aumentandone la competitività.

“Nel nostro territorio, dopo la crisi, le imprese che sono sopravvissute hanno investito molto in innovazione – dice Gilli -. E non si parla solo delle grandi aziende, è da tempo che ci stiamo interfacciando con le PMI che cercano le università per fare progetti di innovazione, assumendo ingegneri, piuttosto che dottorati in alto apprendistato. L’innovazione infatti si fa con le persone, con i loro legami e le loro relazioni. Vedo una forte tensione in questo senso da parte della nostra industria, consapevole della trasformazione in corso. Certo, per i competence center occorre ancora fare molti sforzi, mancano in particolare gli investimenti pubblici”.

Come sottolinea il rettore, i fondi sui competence center 4.0 sono infatti relativamente scarsi, considerato che di fatto i poli di innovazione dovranno finanziarsi da soli. E’ però vero che le strutture, una volta partite, dovrebbero essere in grado di generare finanziamenti, ad esempio europei, o regionali, avviando un processo virtuoso.

Italia 5.0 è il magazine sull’Industria 5.0: Competenze umane, sostenibilità e automazione avanzata.

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