Nei cinque anni a venire Roland Berger prevede che il mercato IIoT, Industrial internet of things, diventerà un’industria multimiliardaria. Allo stesso modo in cui internet ha radicalmente trasformato il modo in cui le persone interagiscono tra loro, così le piattaforme IIoT trasformeranno profondamente le modalità di interazione tra le macchine nell’industria. La declinazione nell’industria dell’IoT consente infatti di riorganizzare e rivedere la produzione, integrandola con progettazione, organizzazione del lavoro, controllo dei prodotti e servizi.
Molti operatori industriali hanno già inserito centinaia o migliaia di sensori nelle proprie filiere produttive con l’obiettivo di scoprire che cosa succede nelle varie fasi di lavorazione. Questi rilevatori forniscono dati relativi a migliaia di parametri fisici, chimici e ambientali che permettono agli esperti di intervenire in tempo reale e perfezionare i processi produttivi. E anche se la tecnologia sta avanzando rapidamente, come dimostra l’investimento di diversi miliardi da parte di Amazon per sviluppare strutture e piattaforme cloud, secondo Roland Berger ci troviamo però solo all’inizio.

Secondo la società, l’introduzione dell’IoT nell’industria manifatturiera rappresenta inoltre anche una fonte di incertezza per le imprese, e pubblica una Guida all’IIoT per le aziende per supportale a posizionarsi correttamente all’interno di questo territorio in rapida espansione. Primo passo per le imprese è decidere quale ruolo vorranno svolgere all’interno dell’IIoT. Una posizione iniziale e un modello di business definito con attenzione costituiranno difatti la base per tutte le loro future decisioni strategiche. Le società dovranno pertanto assicurarsi di comprendere al meglio i diversi ruoli, le opzioni disponibili e come poter aumentare il vantaggio competitivo dei propri prodotti e servizi, cercando modi per differenziare o migliorare il proprio posizionamento grazie a servizi IIoT. General Electric, Siemens e Bosch sono stati fra i primi a sviluppare delle piattaforme che consentono ai produttori di connettere i propri dispositivi cloud, ampliando così la loro offerta con dei servizi che non facevano parte del loro core business.
Una volta decisa l’offerta, le aziende devono quindi scegliere se creare una piattaforma IoT propria o se utilizzarne una fornita da terzi. Roland Berger prevede a tale riguardo una concentrazione all’interno di ogni settore verticale, con un numero limitato di piattaforme che emergono come soluzioni leader. General Electric e Siemens sono fra i primi player che hanno deciso di entrare nel mercato sviluppando internamente le piattaforme, rispettivamente Predix e MindSphere, in grado di raccogliere e analizzare dati IoT.
Infine, determinante per accelarare la trasformazione digitale nelle aziende, e per assicurarne il successo a lungo termine, sarà la ricerca di talenti in azienda. La presenza di capitale umano qualificato, in grado di sfruttare al meglio i benefici offerti dalle tecnologie IIoT, sarà fondamentale. Altro fattore chiave sarà quindi legato al rapporto con i clienti. Le imprese dovranno infatti parlare anticipatamente ai propri consumatori e coinvolgerli nel processo di generazione del servizio. Un approccio utile è infatti quello di co-sviluppare progetti con i clienti. I progetti pilota che vengono eseguiti con i propri acquirenti producono prodotti pragmatici e orientati al cliente che consentono alle aziende di conoscere a fondo i profili dei propri consumatori e ottimizzare i processi di produzione, per raggiungere con successo i propri obiettivi di business all’interno dell’Industrial internet of things.