La European Space Agency (ESA) ha aperto la nuova call Digitalisation of the Water Sector, dedicata allo sviluppo di servizi e prodotti innovativi basati su tecnologie spaziali nel settore idrico, con l’obiettivo di affrontare una delle sfide più urgenti a livello globale: la gestione sostenibile dell’acqua in un contesto segnato da cambiamenti climatici, crescita della popolazione, inquinamento e infrastrutture sempre più sotto pressione. La call è aperta fino al 30 agosto 2026.
Il bando sostiene attività di proof-of-concept e progetti pilota di team, finalizzati a migliorare il funzionamento dei sistemi idrici attraverso strumenti digitali avanzati. L’obiettivo è favorire un vero cambio di paradigma nella gestione delle risorse idriche, aiutando enti pubblici, utility, città e operatori del settore a sviluppare modelli più efficienti, resilienti e sostenibili.
Tra le principali problematiche individuate dall’ESA figurano le perdite idriche lungo la rete di distribuzione, le difficoltà nel trattamento delle acque reflue, la necessità di migliorare il monitoraggio delle infrastrutture e l’aumento dei rischi legati a siccità, alluvioni e fenomeni estremi. Il bando mira quindi a sostenere soluzioni capaci di prevenire guasti, individuare anomalie, ottimizzare la manutenzione delle reti e migliorare la qualità dell’acqua.
Il bando proposto è stato discusso e predisposto con il supporto di diversi partner, molti dei quali membri della Task Force ‘Space for Bioeconomy’. Tra questi figurano Water Europe, Gap Inc., GWOPA e UpLink. Questi i temi chiave individuati:
Sostenibilità idrica, che include:
- Monitoraggio della qualità dell’acqua
- Gestione della disponibilità idrica
- Sanificazione dell’acqua
- Monitoraggio degli scarichi industriali
Resilienza idrica, che include:
- Monitoraggio delle infrastrutture
- Elevati livelli di acqua non contabilizzata (NRW)
- Guasti alla rete fognaria
- Resilienza a siccità e inondazioni
Un elemento centrale e caratterizzante per la call è quindi l’utilizzo delle tecnologie spaziali:
- I dati di osservazione della Terra da satellite potranno essere impiegati per monitorare in tempo quasi reale parametri come torbidità, fioriture algali e qualità delle acque, oltre che per prevedere scenari futuri e valutare l’impatto degli eventi climatici sugli ecosistemi idrici. Le immagini satellitari potranno inoltre aiutare a rilevare movimenti del terreno che aumentano il rischio di rottura delle tubazioni.
- Grande attenzione viene data anche ai sistemi di navigazione satellitare e comunicazione satellitare. Le tecnologie SatNav potranno supportare la geolocalizzazione dei sensori IoT e migliorare la gestione dei bacini idrici attraverso modelli più accurati, mentre le comunicazioni satellitari garantiranno continuità operativa e raccolta dati anche in aree remote o durante situazioni di emergenza.
I progetti selezionati potranno ottenere finanziamenti a fondo perduto compresi tra il 50% e l’80% dei costi ammissibili, in base allo status di PMI e all’approvazione dello Stato membro di riferimento. Oltre al contributo economico, l’ESA offrirà anche supporto tecnico e commerciale, accesso al proprio network internazionale e la credibilità del marchio ESA per facilitare lo sviluppo e la scalabilità delle soluzioni.