C’è tempo fino al 7 giugno per partecipare al bando ‘Polaris’ del Fondo per la Repubblica Digitale volto a sostenere progetti per la formazione e l’orientamento degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, con lo specifico obiettivo di accrescere le competenze STEM, favorendo un approccio costruttivo, aperto e consapevole nella scelta dei futuri percorsi formativi e professionali dei ragazzi.
Il Fondo ha stanziato per il bando un budget totale di 20 milioni di euro, con una ripartizione delle risorse che prevede 5 milioni per il target ‘scuola secondaria di primo grado’ e 15 milioni di euro per il target ‘scuola secondaria di secondo grado’. Ogni progetto può essere sostenuto con un contributo minimo di 400 mila euro e un massimo di 1 milione di euro.
Il bando intende in particolare selezionare progetti per supportare studenti e studentesse nella fase di transizione fra i diversi cicli di studi, rivolgendosi pertanto esclusivamente a studenti iscritti al secondo e al terzo anno della scuola secondaria di I grado, oppure a studenti iscritti al terzo, quarto e quinto anno della scuola secondaria di II grado. Le proposte possono essere presentate da soggetti privati non profit, in forma singola o in partnership costituite da massimo cinque soggetti. Gli enti for profit possono essere coinvolti come partner per l’apporto di know-how nell’ambito dell’orientamento e formazione sulle materie STEM per una quota massima del 20% del contributo di progetto. All’interno di ciascun progetto deve essere coinvolta almeno una scuola. Il numero di partner scolastici coinvolti non rientra nel computo del numero massimo dei soggetti del partenariato.
“La nostra azione di governo, sotto la guida del Presidente Meloni, è fortemente concentrata sull’eliminazione del divario digitale e sul potenziamento delle competenze digitali in Italia, cruciali per il nostro futuro economico e sociale – commenta Alessio Butti, sottosegretario con delega all’Innovazione tecnologica -. Con il nuovo bando ‘Polaris’ del Fondo per la Repubblica Digitale, sono stanziati 20 milioni di euro per la formazione e l’orientamento degli studenti nelle discipline STEM, un settore in cui il nostro Paese ha una marcata necessità di crescita. Questa iniziativa riflette l’impegno del nostro governo nel preparare le nuove generazioni a un mondo sempre più digitale, assicurando che le giovani menti italiane non solo colmino il gap esistente ma diventino leader nel panorama tecnologico globale”.
Per Giovanni Azzone, presidente di Acri, Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio: “Il Fondo per la Repubblica Digitale con questo nuovo bando compie un ulteriore passo in avanti per accompagnare l’Italia verso la transizione digitale. Con ‘Polaris’ l’azione del Fondo mira ad agire preventivamente orientando gli studenti verso le carriere STEM in modo consapevole e costruttivo. Grazie alla partnership tra pubblico (Governo) e privato sociale (Acri), il Fondo – che si muove nell’ambito degli obiettivi di digitalizzazione previsti dal PNRR e dall’FNC – in via sperimentale fino al 2026 stanzia un totale di circa 350 milioni di euro ed è alimentato da versamenti effettuati dalle Fondazioni di origine bancaria alle quali è riconosciuto un incentivo, sotto forma di credito d’imposta. Grazie a questa virtuosa alleanza insieme lavoriamo per il futuro e l’innovazione del Paese”.
“Il Fondo, che persegue una missione strategica per il futuro del Paese, ha pubblicato un nuovo bando per 20 milioni di euro da assegnare a beneficio di un target specifico individuato dal Comitato di indirizzo strategico: studentesse e studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado – ha quindi detto Daria Perrotta, presidente del Comitato di indirizzo strategico del Fondo per la Repubblica Digitale -. Nel nostro Paese è necessario continuare ad accrescere la consapevolezza circa l’importanza delle tematiche STEM al fine di far conoscere le opportunità di studio e formazione che le stesse rappresentano, anche incoraggiando la scelta dei connessi percorsi di studio nel pieno rispetto delle inclinazioni personali e con particolare attenzione alle esigenze del tessuto produttivo”.
“Investire sull’orientamento dei giovani studenti significa impegnarsi per il futuro e la crescita di tutta la società italiana – ha invece dichiarato Giovanni Fosti, presidente del Fondo Repubblica Digitale – Impresa sociale -. Con il nuovo bando ‘Polaris’ vogliamo sostenere il miglior accesso possibile alla formazione per trasmettere una consapevolezza sia sulla rilevanza delle competenze STEM in quanto funzionali allo sviluppo dei talenti, che per le opportunità professionali di cui il Paese necessita. Ringrazio le Fondazioni di origine bancaria che sostengono questo importante progetto nazionale: essere uniti in questo obiettivo significa lavorare affinché la transizione digitale non diventi un’ulteriore forma di esclusione per il futuro del nostro Paese”.
Il contesto italiano, in cui il bando Polaris si inserisce, vede la mancanza di laureati e, in particolare, di profili tecnici e di professionisti nell’ambito STEM ostacola lo sviluppo del tessuto imprenditoriale italiano che lamenta una mancanza di esperti e, quindi, di forza lavoro. La scarsa consapevolezza delle esigenze del tessuto economico e del panorama di scelte possibili comporta, inoltre, una distribuzione delle iscrizioni a percorsi di studio universitari che non rispecchia la composizione del fabbisogno di competenze specifiche richieste dal mercato del lavoro. Il 57,3% dei giovani tra i 15 e i 28 anni, infatti, ignora quali siano le competenze professionali da sviluppare sia in relazione alla propria inclinazione sia con riferimento alle richieste del mondo del lavoro, tuttavia quasi il 40% dichiara di non aver mai fruito di alcun servizio di orientamento, il 13% ne ignora l’esistenza e un’ampia percentuale ritiene difficile il passaggio all’istruzione superiore.
Secondo il Report 2030 Digital Decade della Commissione Europea, la carenza di esperti ICT e di laureati STEM è un fenomeno che coinvolge tutta l’Europa e che è caratterizzato da un ampio gender gap: le donne rappresentano solo il 19% dei professionisti ICT, mentre solo un laureato su tre nelle materie STEM è donna. Secondo il report della Commissione europea, l’Italia è molto indietro: nel nostro Paese, infatti, solo il 46% delle persone fra i 16 e i 74 anni ha competenze digitali di base – contro la media europea pari al 54% – e solo l’1,5% dei laureati ha scelto un percorso di studi universitari in ambito ICT. La percentuale di specialisti del settore ICT e STEM sul totale dei dipendenti è pari solo al 3,9%, contro il 4,6% a livello europeo. Inoltre, l’analisi dei dati Eurostat evidenzia che fra i pochi laureati ed esperti in ambito ICT e STEM, le donne sono pochissime: mentre gli uomini laureati in ambito STEM rappresentano il 24,5% sul totale dei laureati, questa percentuale scende al 14,5% per le donne.
I soggetti interessati al bando ‘Polaris’ possono partecipare fino al 30 giugno 2024 attraverso il portale Re@dy.