La digitalizzazione rappresenta un’importante opportunità per il settore aerospaziale italiano, ad esempio nella progettazione di velivoli più leggeri, ma anche per realizzare sistemi ridotti in peso e dimensioni, oltreché riutilizzabili, nel nuovo segmento dei lanciatori. Pietro Cervellera, global senior VP Aerospace & defense di Altair, individua quindi alcuni dei principali trend che attualmente caratterizzano il mercato aerospace.
“Nel settore dell’aviazione commerciale, il costo crescente e instabile del carburante, l’impegno a diminuire l’impatto ambientale dei voli insieme a una preoccupazione per mantenere i margini di profitto sta spingendo molte compagnie a rinnovare le flotte e la loro gestione – afferma Cervellera -. Questo porta a iniziative strategiche per una varietà di obiettivi, come:
– Garantire l’aumento della produzione per gestire gli ordini accumulati
– Lavorare sul sistema di propulsione sia sul fronte carburanti (SAF, ma anche idrogeno) che sul fronte motori (ottimizzazione di quelli esistenti, sistemi ibrido/elettrici)
– Diminuire i pesi attraverso nuovi materiali e metodologie costruttive
– Ottimizzare l’aerodinamica, anche valutando nuove forme ‘non convenzionali’
– Valutare nuovi velivoli per nuove applicazioni, come dimostrano le oltre 700 aziende che stanno lavorando su progetti di urban Air Mobility
– Gestire al meglio la supply chain e MRO, sfruttando il più possibile strumenti di data analytics
La necessità di avere accesso immediato a dati di diversa natura e l’interesse per le risorse che è possibile trovare su altri pianeti stanno invece condizionando il settore spazio”.
Entriamo qui nel campo della New Space Economy, nuovo ambito dell’industria dello spazio un tempo dominato da pochi lanciatori che partivano raramente e da grandi satelliti per telecomunicazioni o militari che solo pochi enti governativi potevano permettersi.
“Oggi si vede una crescita anche di sistemi di osservazione terrestre (usati in agricoltura, meteorologia, geologia…) esplorazione spaziale e connessione internet con forte partecipazione di capitale privato – continua Cervellera -. Questo è possibile perché la digitalizzazione ha permesso di progettare sistemi più leggeri, efficienti, ridotti nelle dimensioni, parzialmente o totalmente riutilizzabili. Il risultato è che molti più satelliti di piccole e medie dimensioni, addirittura intere costellazioni, possono essere costruiti e lanciati a una frazione del costo richiesto solo 10 anni fa”.
Nell’ambito Spazio, per Cervellera lo sviluppo si concentra quindi su:
– Tecnologie produttive e materiali che abbassino i costi e garantiscano ottime prestazioni, tali anche da garantire la riusabilità dei lanciatori
– Sistemi propulsivi ad alta efficienza, per ridurre consumi e il peso del carburante
– Miniaturizzazione e riduzione dei consumi di sensori, elettronica e antenne e loro capacità di sopravvivere in ambienti difficili come lo spazio
– Sistemi di collegamento terra – spazio
– Gestione dei dati raccolti da questi sensori, per poter dare loro valore
“Una considerazione importante da fare è che, se c’è ancora molta enfasi sulle tecnologie produttive e di ausilio alla progettazione, la nuova frontiera è quella da una parte di avere digital twin dei sistemi, per imparare dal loro impiego e ottimizzarli sempre di più – aggiunge Cervellera -; dall’altra quella di riuscire a dare senso ai dati che questi sistemi raccolgono, trasformandoli in informazioni fruibili, prodotti vendibili, basi oggettive per prendere decisioni”.
Secondo il VP Aerospace & defense di Altair, l’Italia è ottimamente posizionata per avere un ruolo importante nel futuro dell’aerospazio in generale. Un recente convegno sul futuro dell’aerospazio organizzato dall’azienda in collaborazione con il DAC (Distretto Aerospaziale Campano), ha in particolare dato modo di vedere quali e quante eccellenze ci siano sul territorio nazionale.
“Abbiamo avuto tra gli ospiti la stessa Leonardo – dice Cervellera -, una delle principali società aerospaziali del mondo, che ha raccontato alle aziende come stiano accelerando sui processi di digitalizzazione e sfruttamento delle capacità di calcolo ad alte prestazioni per mantenere e incrementare il ruolo di leadership di mercato che hanno saputo conquistare. Molti non sanno che al CIRA di Capua possono essere svolti dei test unici al mondo, tanto che la stessa NASA si avvale delle sue strutture. TECNAM è uno dei principali costruttori di aerei da turismo del mondo, e tra le aziende che stanno sperimentando la propulsione elettrica. La contaminazione tra industrie, come automotive, aerospace e high tech consente a tante nostre realtà di piccole e medie dimensioni, e quindi agili e pronte al cambiamento, di ritagliarsi un ruolo importante nel futuro”.
Altair è molto attiva nel comparto aerospace, ed è partner dell’osservatorio della Space Economy del Politecnico di Milano, le cui ricerche aiutano a capire quali opportunità siano oggi disponibili e quali si stanno aprendo. “Certo è che la digitalizzazione è un requisito in molti casi necessario per poterle cogliere, e purtroppo su questo fronte le ricerche europee ci dimostrano che siamo ancora lenti – rimarca in conclusione Cervellera -. Questo è il motivo per cui abbiamo creato e brevettato un sistema di licenze, Altair Units, che consente alle aziende di accedere a un ampio numero di solutori per simulazione, data management e data analytics, digital twin. Con il crescente ausilio di Intelligenza Artificiale e HPC, si tratta di una infrastruttura flessibile che ci auguriamo possa aiutare le aziende italiane del settore nel loro percorso di modernizzazione”.