Nel difficile quadro economico alla vigilia del 2024, appare quanto mai attuale la seconda edizione della Roadmap elaborata dal Cluster Fabbrica Intelligente (CFI), che si propone come vero e proprio ‘navigatore’ per le imprese manifatturiere e per il decisore politico. Il documento, il cui testo completo può essere scaricato qui: nuova roadmap del Cluster Fabbrica Intelligente, trend e soluzioni innovative del manifatturiero, consente alle imprese e alla politica di definire strategie per orientarsi in una realtà complessa, condizionata da molteplici sfide, e di investire in tecnologie coerenti con l’obiettivo di dar vita ad una manifattura più reattiva, più resiliente e più avanzata.
CFI è l’associazione che, attualmente presieduta dall’imprenditore fondatore di Cosberg Gianluigi Viscardi, riunisce dal 2012 tutti i portatori di interesse del manifatturiero avanzato in Italia: aziende, regioni, associazioni, università ed enti di ricerca. La precedente versione della Roadmap aveva concluso più di un anno fa il suo percorso quinquennale di validità operativa; la nuova ‘incorpora’ tutti i fenomeni, i trend e gli eventi industriali, geopolitici e scientifici che attualmente incidono sulla manifattura.
La Roadmap è il frutto di mesi di lavoro dei Sette Gtts (Gruppi tematici tecnicoscientifici) che fanno capo al Comitato tecnico-scientifico del Cluster, presieduto dal professor Tullio Tolio del Politecnico di Milano. Ne fanno parte i migliori esperti accademici italiani nelle varie aree (designati dai rettori delle università appartenenti al Cluster), rappresentanti delle imprese, delle associazioni industriali, degli enti di ricerca e delle Regioni.
“La Roadmap è un documento fondamentale per la manifattura italiana, e pertanto dovrebbe avere la più larga diffusione – sostiene Gianluigi Viscardi -. Tiene conto di un insieme di documenti e di atti europei, come Horizon Europe, come il Chips Act o come Made in Europe. Data la sua valenza strategica, abbiamo pensato di promuoverne la sua divulgazione non solo alle istituzioni e al mondo delle imprese, ma anche alle università e agli istituti tecnici, perché possa crescere una comune cooperazione nella costruzione del manifatturiero del futuro“.
Altro elemento distintivo per Tolio è anche “l’enfasi sull’interazione tra le due grandi transizioni economiche e sociali che stiamo attraversando, quella digitale e quella green. Si intrecciano e comportano una mole considerevole di problemi da risolvere; ma tutto ciò gioca a favore della manifattura italiana. Le aziende del Belpaese, infatti, danno il meglio di sé proprio quando si tratta di trovare rapidamente soluzioni innovative a mutazioni epocali. È accaduto così nel post-Covid, quando l’Italia è riemersa prima e meglio degli altri Paesi”.
La Roadmap individua in particolare un insieme di sei scenari di riferimento per il futuro, sei sfide che già stanno attraversando la manifattura: si ritiene che nei prossimi anni assumeranno un rilievo ancora più imponente.
Il primo è quello della mobilità elettrica. In Italia nel 2022 le auto green hanno raggiunto il 4,2% del parco auto. Secondo la Roadmap, nel Belpaese abbiamo un ricco ecosistema sia di produttori di componenti elettrici che di elettronica di potenza; inoltre possiamo contare sull’esperienza di alcuni poli per la progettazione e l’ingegnerizzazione dei prodotti. Molto importante è anche il ruolo delle imprese di fabbricazione di macchinari per le produzioni industriali proprio dei componenti.
Il secondo è quello dei nuovi modelli di consumo. Si pensi, ad esempio, alle vendite dei prodotti di lusso. Prima del Covid, il 30-40% di queste era generata dai consumatori in transito e all’estero. Ora si sono imposti i ‘pop up store’ utilizzati dai brand per vendere direttamente sul social; si sottolinea che i cinesi hanno aumentato gli acquisti da oltre confine favoriti da una tassazione molto bassa rispetto ai portali cinesi. Di fatto, grazie alla digitalizzazione, Il comportamento di acquisto online dei consumatori è cambiato in modo permanente, avendo superato gli ostacoli degli scorsi anni.
Il quarto è quello della gestione della conoscenza e di Internet of Actions. Quest’ultimo è una soluzione che permette di condividere non solo informazioni ma anche sensazioni e azioni grazie alla presenza di sensori e attuatori intelligenti di nuova generazione. La conoscenza si trasmette da remoto anche grazie a queste tecnologie. È richiesto, ovviamente, lo sviluppo di nuove architetture e di dispositivi sempre più efficienti e accurati.
Il quinto è quello delle piattaforme digitali. Sono le platform che consentono di far incontrare virtualmente consumatori e imprese per interagire e condividere informazioni, soddisfare i bisogni dei clienti e migliorare la capacità di gestire i processi delle aziende. Lo scenario contempla la creazione di nuovi prodotti e servizi da parte degli attori delle platform.
Il sesto concerne infine i cambiamenti climatici. Si punta l’indice contro i combustibili fossili, e si definiscono scenari di sviluppo basati sulle rinnovabili (eolico, fotovoltaico, geotermico, idroelettrico, biomasse). Occorre sviluppare nuove tecnologie per la decarbonizzazione dei processi e per il settore energetico.
Questi sei scenari di riferimento generano una grande complessità, per cui le aziende e il decisore politico sono chiamati a elaborare strategie per contenere le aree di rischio. Quanto alla strategia, la Roadmap offre un insieme di ‘linee di intervento’ derivanti da necessità di mercato. Si tratta di modalità di risposta alle sfide, ai citati scenari, identificate in produzione personalizzata, sostenibilità industriale, valorizzazione delle persone e, infine, alta efficienza e zero-defect. Aziende e decisore politico sono chiamati a ‘riconoscersi’ in una o più di queste azioni da intraprendere.
La Roadmap interviene infine a indicare alcune linee di intervento nel caso in cui si intenda imboccare una di queste strade, per definire le tecnologie da sviluppare nei prossimi anni per conseguire il fine. Linee di intervento, indirizzate dalla tecnologia, che si incrociano con quelle guidate dalla necessità di mercato. Si tratta dei processi produttivi innovativi, della produzione evolutiva e resiliente, delle piattaforme digitali, modellazione, AI, cyber security. Dall’intersezione tra i due diversi tipi di linee di intervento emergono qiuindi le priorità della ricerca e dell’innovazione, e quindi gli abilitatori tecnologici da adottare.