Italia 4.0

Tracciamento smart dei contatti a rischio nel contenimento del coronavirus

Arriva da Singapore una app per smartphone sviluppata per tracciare i contatti con casi di coronavirus confermati. La app TraceTogether sfrutta la connessione Bluetooth sui telefonini per identificare persone che sono state esposte al rischio di contagio, essendo state in vicinanza di persone con Covid-19, entro un raggio di 2 metri e per un’esposizione di almeno 30 minuti.

L’uso della app non è obbligatorio, e chi decide di installarla deve abilitare la connettività Bluetooth per permettere il tracciamento, oltre a consentire le notifiche push e i permessi di localizzazione del dispositivo. Allorché un utente sa di essere contagiato, la app consente quindi al Ministero della salute di identificare velocemente tutte le persone con cui ha avuto contatti, individuando i potenziali casi.

Una volta che un utente della app abbia contratto il coronavirus, riceve dai soggetti autorizzati al tracciamento dei contatti una richiesta di accesso alle informazioni registrate nella app, che comprendono una lista di dati ID anonimi di altri utenti con cui si è stati a contatto. Non vengono forniti altri dati sensibili tutelati dalla privacy, né geolocalizzazioni né altri dati personali.

Sarà così però possibile informare le persone che sono state esposte al rischio di contagio, in modo da permettere loro di prendere le dovute misure di sicurezza per contenere ulteriori contagi.

App simili sono state sviluppate e impiegate anche in altri Paesi, come ad esempio in Sud Corea, Paese altamente connesso, dove la popolazione viene avvertita tempestivamente di ogni nuovo caso di coronavirus rilevato nelle vicinanze del loro domicilio, con alert comprensivi di età del paziente, genere e storico dei suoi spostamenti.