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Tax credit per incubatori e acceleratori, dal Mimit risorse per 1,8 milioni

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha adottato il decreto che stabilisce modalità e termini di presentazione delle domande di accesso al contributo sotto forma di credito d’imposta riservato agli incubatori e acceleratori certificati che investono nel capitale di startup innovative in forma diretta, o in forma indiretta per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) o di altre società che investono prevalentemente in startup innovative.

Il provvedimento, previsto dalla Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023, stanzia risorse per un ammontare pari a 1,8 milioni di euro all’anno. I soggetti interessati potranno inviare istanza dal 30 marzo, fino ad esaurimento delle risorse disponibili, all’indirizzo PEC creditoimpostaincubatori@postacert.invitalia.it, compilando l’apposito modulo elettronico, dispoinibile in allegato al Decreto direttoriale del 13 marzo 2026.

L’agevolazione punta a incentivare il sistema nazionale dell’innovazione e sostenere gli investimenti degli incubatori e acceleratori certificati nel capitale sociale di startup innovative, attraverso un credito d’imposta pari all’8% dell’investimento agevolabile. L’importo massimo dell’investimento agevolabile è fissato a 500 mila euro per ciascun periodo d’imposta. Inoltre, gli investimenti dovranno essere mantenuti per almeno tre anni. Il credito sarà concesso nel rispetto del regime de minimis (massimo 300 mila euro in tre anni) e utilizzabile in compensazione a partire dal periodo d’imposta in cui è riconosciuto.

L’agevolazione potrà essere utilizzata esclusivamente in compensazione nel modello F24 attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate, non sarà rimborsabile e non potrà essere ceduta o trasferita a terzi. Per accedere all’incentivo, i richiedenti devono essere regolarmente attivi e iscritti al Registro delle Imprese. Sono esclusi dal beneficio le imprese in difficoltà, in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria; i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione Europea; coloro che sono destinatari di sanzioni interdittive ai sensi del D.Lgs. 231/2001 e che si trovano in condizioni ostative alla concessione di agevolazioni pubbliche.