Il Centro di competenza per il supercalcolo italiano EuroCC Italy presenta il report elaborato da The European House – Ambrosetti in collaborazione con Lutech, al cui interno vengono anche illustrati i tre programmi di sviluppo finanziati con fondi europei per le capacità di supercalcolo in Europa.
Per cercare di colmare il gap nei finanziamenti tra le diverse aree geografiche nel mondo, l’Unione Europea ha infatti allocato finanziamenti pari a 660 milioni di euro l’anno per il periodo 2021-2033. Le risorse mirano ad aumentare la capacità computazionale del Vecchio Continente, favorendo la crescita di una catena del calore europea e la diffusione dell’accesso alle tecnologie HPC all’interno dell’UE.
In questo senso la Commissione Europea ha sviluppato una strategia che si muove in tre direzioni:
• Creare un’industria europea capace di sviluppare le componenti e le tecnologie, dando così vita a componenti
‘Made in EU’;
• Sviluppare una visione di lungo periodo con l’obiettivo di diffondere le tecnologie HPC all’interno del tessuto eco-
nomico europeo;
• Rendere l’Europa autonoma dal punto di vista della potenza di calcolo installata, così da aumentare la sicu-
rezza, la privacy e la gestione delle informazioni generate dai sistemi HPC.
in cui oggi l’Europa dipende da produttori americani e cinesi. La Commissione Europea si è infatti resa conto della completa dipendenza degli attori europei da fornitori extra-EU. Per questa ragione è stato ritenuto opportuno avviare un’azione che produca come output la creazione e l’avvio di una nuova industria di (micro)processori in Europa.
Al tempo stesso la Commissione Europea ha voluto istituire una partnership volta a favorire gli avanzamenti scientifici e applicativi delle tecnologie di HPC. In questo senso, nel 2017 è stata avviata la Partnership for Advanced Computing in Europe (PRACE), composta da una serie di programmi condotti da una rete di oltre 25 Stati europei, attori del mondo dell’accademia e player industriali.
Infine, EuroHPC Joint Undertaking è un’iniziativa avviata a livello comunitario nel 2018. EuroHPC JU coinvolge oltre 32 Paesi europei e 2 partner privati (ETP4HPC 15 e BDVA16). Questa alleanza si muove su 3 principali obiettivi di fondo: favorire la combinazione e la corretta gestione delle risorse finanziarie europee per lo sviluppo dell’HPC, raggiungere la nuova frontiera dell’Exascale e rendere autonoma l’Europa dal punto di vista della potenza computazionale installata.
Il report fornisce anche una definizione di cosa si intende per Supercalcolo HPC – High Performance Computing, illustrandone quindi i benefici che la tecnologia comporta e alcuni esempi di applicazioni delle soluzioni HPC nei più importanti settori, tra cui scienze della vita, automotive e sicurezza informatica. Il documento offre altresì una interessante analisi dell’evoluzione della potenza di calcolo disponibile nel mondo in quattro anni chiave, dal 1993 al 2020, e la distribuzione nei diversi Paesi.
“Insieme ai dati e alla connettività, il supercalcolo è in prima linea nel determinare la nostra sovranità digitale, e comprende sfide industriali, tecnologiche e scientifiche – afferma Thierry Breton, Commissario europeo
per il Mercato Interno -. Tenere il passo nella corsa tecnologica internazionale è una priorità e l’Europa ha sia il know-how che la volontà politica di svolgere un ruolo di primo piano. Il nostro obiettivo è quello di raggiungere rapidamente il prossimo standard di calcolo con i computer Exascale – ma anche e soprattutto di integrare già gli acceleratori quantistici per sviluppare macchine ibride e posizionare l’Europa molto presto su questa tecnologia dirompente”.
“Il calcolo ad alte prestazioni è una capacità digitale essenziale per l’Europa. – conferma quindi Margrethe Vestager, executive vice-president for A Europe fit for the digital age -. Come abbiamo visto nella lotta contro la pandemia del Coronavirus, i supercomputer stanno già assistendo nella ricerca di terapie, riconoscendo e prevedendo la diffusione dell’infezione o sostenendo il processo decisionale sulle misure di contenimento. I dati, in combinazione con l’Intelligenza Artificiale e i supercomputer, sono anche una risorsa importante nel rilevare i modelli degli ecosistemi, aiutandoci a mitigare i cambiamenti climatici e a lavorare su soluzioni per evitare disastri e combattere il cambiamento climatico. La nostra proposta di oggi promuoverà un aumento degli investimenti nelle infrastrutture di supercomputing, in considerazione del loro enorme potenziale per migliorare la qualità della vita, aumentare la competitività industriale e far progredire la scienza”.