Sono enormi le potenzialità del digitale per la scuola italiana, ma restano ancora incomprese. La situazione non riguarda però solo il nostro Paese: l’Ocse sottolinea come un po’ in tutto il mondo gli investimenti in nuove tecnologie per la didattica abbiano disatteso le promesse, e il digitale nella scuola non fa ancora la differenza, come è invece successo in altri settori. Ciò è dovuto alla scarsa capacità di docenti e insegnanti di farne un uso corretto e realmente innovativo. Gli strumenti digitali sono entrati nella scuola, ma non è cambiata la didattica: è necessario supportare gli insegnanti a introdurre la tecnologia nel metodo, per interagire con gli studenti, già di per sé nativi digitali, in modalità nuove e più creative. Technavio prevede che il mercato edtech in Europa e in America nel 2019 potrebbe salire a 120 miliardi di dollari, dai 75 di cinque anni prima.
Tornando all’Italia, migliorano dotazione e connessioni, come si evince dallo studio del Miur sull’utilizzo del digitale nelle scuole, ma occorre mettere a sistema l’esperienza degli animatori digitali, che a partire da settembre potranno disporre di una piattaforma social di condivisione e confronto. La figura degli animatori digitali è stata individuata dal Piano nazionale Industria 4.0 al preciso scopo di imprimere una svolta in senso digitale alla didattica. Agli animatori digitali, un docente per scuola, da affiancare in un secondo momento con altre tre persone con cui collaborare in un team di innovazione, spetta il compito di applicare in concreto i punti del Piano e supportare gli istituti nella partecipazione ai bandi ministeriali per aggiudicarsi le risorse, oltre all’impegno per proporre percorsi di formazione e applicazioni innovative per impiegare la tecnologia nella didattica.
Il percorso degli animatori digitali nella scuola italiana passa ora a una fase successiva grazie alla possibilità di creare una community a livello nazionale, dove confrontarsi e condividere idee, discussioni, progetti e best practices. La piattaforma dedicata sarà operativa da metà settembre 2017, e servirà una community di oltre 40 mila persone, tra animatori digitali, team dell’innovazione e responsabili scolastici in tutta Italia. La piattaforma sarà però anche aperta alla comunicazione con l’esterno, ad esempio con le Università, per consentire un confronto con i ricercatori su temi di innovazione digitale nella scuola. Per lo sviluppo della piattaforma è stata scelta la soluzione dell’italiana Wetipp, startup milanese di engagement per community, ora sbarcata a San Francisco dopo una prima esperienza con Talent Garden a Milano. Con quest’ultima, l’azienda ha già messo a punto la piattaforma europea che unisce le esperienze e i curriculum di oltre 250mila studenti che hanno vissuto l’Erasmus, oltre a quella che fa da raccordo tra le dodici filiali della stessa Talent Garden.