La Commissione Europea ha approvato lo scorso dicembre finanziamenti per 3,2 miliardi di euro destinati ai sette Paesi membri per lo sviluppo di progetti che vadano a creare una value chain per l’industria delle batterie elettriche.
La produzione di batterie, sia per veicoli elettrici che per impieghi non automotive, è infatti di interesse strategico per l’economia europea, ai fini realizzare l’obiettivo di una mobilità sostenibile e di creare posti di lavoro e competitività. Il sostegno è stato in particolare approvato in tempi rapidi, trattandosi di un progetto IPCEI – Important projects of common european interest, quindi di primissimo piano. I progetti presentati coinvolgono 17 partecipanti, per la maggior parte soggetti industriali incluse PMI, alcuni dei quali con attività in più di uno degli Stati membri, e dovrebbero mobilitare altri 5 miliardi di investimenti privati. I partecipanti diretti dovranno quindi collaborare da vicino con altri 70 partner, nella forma di partenariati di ricerca industriale pubblico-privati.
La Commissione già nel 2017 ha lanciato la European Battery Alliance, in previsione dell’importanza che il passaggio alla mobilità pulita e a basse emissioni avrà entro il 2030 per tutta l’area europea, adottando quindi un Piano strategico d’azione per le batterie nel maggio 2018. Oggi il progetto coinvolge diversi ambiziosi campi di ricerca e attività di sviluppo, per portare innovazione avanzata lungo tutta la filiera delle batterie, dall’estrazione e lavorazione dei materiali grezzi fino al design delle batterie e al loro smaltimento. Attenzione particolare verrà posta nel rendere sostenibile ogni passaggio nella catena del valore, riducendo le emissioni di CO2 e gli scarti generati dai vari processi di volta in volta coinvolti. Altro importante obiettivo connesso è quindi quello di portare la produzione europea di energia elettrica da fonti rinnovabili almeno al 70% entro il 2030.
I progetti che partecipano all’iniziativa sono quindi divisi in quattro principali aree di intervento. La prima è quella delle materie grezze e avanzate, con l’obiettivo di sviluppare processi sostenibili per l’estrazione e la raffinazione dei minerali grezzi per ottenere materie prime di elevata qualità. Il progetto mira inoltre a migliorare i materiali esistenti per la creazione di nuovi materiali avanzati, come catodi, anodi ed elettroliti, per essere impiegati nelle innovative celle delle batterie.
Un altro gruppo di progetti riguarda quindi proprio lo sviluppo e il design di celle innovative, atte a soddisfare i requisiti di sicurezza e performance richiesti per applicazioni automotive e non. Terzo punto concerne lo sviluppo di soluzioni innovative per le batterie, inclusi software e algoritmi per la loro gestione così come innovative metodologie di test. Infine, completa il ciclo di vita lo sviluppo di processi sicuri e innovativi per la raccolta, lo smaltimento, la riqualificazione, il riciclo e la raffinazione dei materiali riciclati.
L’insieme dei progetti dovrebbe venire completato entro il 2031, con tempistiche diverse a seconda dei vari sotto-progetti. Dei 3,2 miliardi di finanziamenti allocati, all’Italia andranno risorse per circa 570 milioni di euro, alla Germania sono stati destinati circa 1,25 miliardi, 960 milioni andranno alla Francia e 240 alla Polonia. Seguono il Belgio, con 80 milioni di euro, la Svezia con circa 50 milioni e la Finlandia con 30 milioni.