E’ stata posata la prima pietra del progetto EVO, la fabbrica digitale del gruppo bolognese meccatronico Bonfiglioli, che prevede investimenti di 60 milioni di euro, per un piano triennale su Industria e Impresa 4.0 da 145 milioni. Lo stabilimento di Calderara di Reno sarà il più grande sito produttivo di motoriduttori in Italia, con i suoi 58 mila mq coperti (e altrettanti di spazi verdi e piazze) e una capacità produttiva di oltre un milione di pezzi l’anno, con produzione completamente digitalizzata e lean.
Tutto nello stabilimento sarà infatti basato su IoT, interconnessioni, integrazione totale della supply chain, con anche la reinternalizzazione della produzione di ingranaggi. Sarà inoltre implementata la manutenzione predittiva grazie all’uso di big data, oltre all’impiego di tecnologie green e sostenibili per un impatto zero sull’ambiente. “Evo sta per Evolution, perché questo progetto segna il passaggio del nostro gruppo a una nuova fase totalmente digitalizzata e riorganizzata in logica Industry 4.0” spiega Sonia Bonfiglioli, presidente del Gruppo Bonfiglioli, che per battezzare il nuovo sito usa anche un neologismo, ‘Manofattura’, a rimarcare la centralità costante e imprescindibile del lavoro umano.
Per questo motivo, il nuovo stabilimento sarà anche la scuola pilota per il retraining 4.0 tecnico e culturale delle persone. Un progetto sperimentale pilota di formazione, in partnership con Regione Emilia-Romagna, sindacati e Fondazione Aldini Valeriani, partirà infatti su 15 operai. Il pacchetto di 200 ore, tra lezioni di digital skill e di cultural mindset, sarà poi esteso ai due terzi dei 600 dipendenti che da metà 2019 lavoreranno a Calderara di Reno, con la piena operatività dello stabilimento, che integrerà i tre siti bolognesi dell’azienda.
Bonfiglioli è inoltre già al lavoro da un paio di anni per testare le nuove modalità lavorative anche nelle altre fabbriche del Gruppo nel mondo, tra Slovacchia, Vietnam e India. In questo modo il ‘Bonfiglioli production system’ sarà esteso gradualmente a tutti i 13 stabilimenti nel mondo, insieme al ‘patto con le persone’ che ha avviato il progetto di digital retraining.