Sono disponibili online i risultati dell’indagine condotta da Mise – MET sull’impiego di tecnologie 4.0 tra le imprese italiane, condotta tra ottobre 2017 e febbraio 2018 su un campione di circa 23.700 imprese. Dall’indagine risulta che l’8,4% delle aziende italiane fa impiego di almeno una tecnologia 4.0. Un ulteriore 7,4% di imprese dichiara quindi di avere in programma investimenti specifici nell’arco dei prossimi tre anni. Le imprese che non utilizzano tecnologie 4.0, e che non ne prevedono l’adozione in futuro, rappresentano quindi ancora la stragrande maggioranza della popolazione industriale, pari all’86,9% delle imprese.
La ricerca evidenzia quindi come sia stato incisivo il ruolo delle politiche pubbliche volte alla trasformazione digitale: il 56,9% delle imprese 4.0 dichiara infatti di avere fatto ricorso ad almeno una misura di sostegno pubblico, contro il 22,7% delle cosiddette imprese tradizionali, che non impiegano alcuna tecnologia 4.0 né prevedono investimenti futuri in digitalizzazione. Super ammortamento e iperammortamento sono state le agevolazioni più utilizzate, dal 36,8% delle imprese 4.0 e dal 12,8% delle tradizionali. A seguire, il credito d’imposta per le spese in R&S (17% delle imprese 4.0 contro il 3,1% delle tradizionali), la Nuova Sabatini (19,8% contro il 4,7%) e i fondi di garanzia (11,3% contro il 2,8%).
Sul fronte competenze, le criticità innescate dall’introduzione di nuove tecnologie e in generale dal contesto di Industria 4.0 sono state superate in larga parte ricorrendo alla formazione del personale, per il 65,2% delle imprese 4.0 e per il 37,9% delle tradizionali. Le aziende hanno quindi affrontato le criticità nelle competenze facendo ricorso ad acquisizioni di servizi e/o collaborazioni esterne (49,2% contro il 34,5%) e con nuove assunzioni (29,5% delle aziende 4.0 contro il 14,2% delle imprese tradizionali).
Qui le Slide dell’indagine.
Qui il Rapporto completo.