Italia 4.0

Nuove aliquote e incentivi fino al 2028 nell’emendamento alla Manovra 2026

Il maxiemendamento alla Manovra 2026 ha introdotto dalla metà del dicembre scorso alcune novità di rilievo, tra cui un taglio delle aliquote di ammortamento per le spese in beni strumentali e la proroga per usufruire degli incentivi fino al 2028, in accoglimento di quanto richiesto dalle aziende.

Uno degli aspetti più rilevanti nella Legge di Bilancio 2026 riguarda infatti la riscrittura dell’articolo 94, che regola la maggiorazione degli ammortamenti per gli investimenti in beni strumentali da parte delle imprese. La nuova formulazione contenuta nell’articolo prevede innanzitutto che i benefici legati al maggiorato ammortamento siano applicabili per investimenti realizzati dal 1° gennaio 2026 fino al 30 settembre 2028. Viene in tal modo notevolmente esteso il periodo proposto inizialmente, che dal 1° gennaio 2026 terminava al 31 dicembre 2026, con la possibilità di completare gli investimenti entro metà 2027 solamente per gli ordini confermati con acconto del 20%. L’estensione della copertura temporale degli incentivi offre quindi alle aziende il tempo necessario per procedere a una valutazione più accurata, all’ordine e alla ricezione dei beni agevolabili.

Altro importante punto di revisione riguarda quindi le nuove aliquote di ammortamento, che vengono differenziate in base all’importo degli investimenti nella seguente misura:

Si nota dunque come non sia prevista alcuna maggiorazione dell’ammortamento per investimenti superiori ai 20 milioni di euro. Scompaiono inoltre gli incrementi più forti che erano previsti per la Transizione ecologica in chiave 5.0, ovvero il 220%, il 140% e il 90% sulle medesime fasce di investimento. Questo aspetto dell’emendamento governativo pertiene la soppressione dei commi 4, 5 e 6 del testo originario, che introducevano premialità aggiuntiva per investimenti in tecnologie e beni ad alta efficienza energetica, che portassero benefici in termini di una riduzione di almeno il 3% dei consumi energetici nella struttura produttiva o del 5% nei processi di produzione. Questi aspetti dal Piano Transizione 5.0, pertanto, risultano eliminati.

Altra importante novità riguarda quindi una sorta di vincolo ai beni strumentali Made in UE, che introduce un requisito di origine geografica per gli stessi: le maggiorazioni dell’ammortamento si applicano infatti solamente a beni prodotti nell’Unione Europea o all’interno degli Stati aderenti allo Spazio Economico Europeo.

Infine, altro aspetto molto atteso dagli operatori riguarda l’aggiornamento degli allegati A e B alla legge 232/2016, che di fatto diede abbrivio al Piano Industria 4.0, e che fanno riferimento ai beni materiali e immateriali soggetti all’incentivo. L’aggiornamento prevede in particolare l’importante inclusione di nuove tecnologie abilitanti per Industria 5.0, quali software e piattaforme di intelligenza artificiale, oggi divenute parte integrante e fondamentale dei processi produttivi intelligenti e avanzati. Ciò favorisce dunque l’ulteriore sviluppo dei processi di digitalizzazione delle imprese, ampliando il perimetro dei beni agevolabili.